Dall’Altovicentino alle tre competizioni stagionali: San Siro spegne l’Alessandria

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Era dal 1983 che una squadra di Serie C, l’ex Lega Pro, non arrivava in semifinale di Coppa Italia: all’epoca fu il Bari, che non riuscì ad andare oltre, sbattendo contro la corazzata del Verona, poi sconfitto in finale dalla Roma. L’Alessandria, più di trent’anni dopo, è riuscita a bissare quest’impresa, fermandosi però a San Siro. Il cammino di Angelo Gregucci, però, è stato encomiabile e meritevole di essere raccontato, aiutato sicuramente dal calendario, ma non per questo da denigrare. Gregucci, che in carriera annovera le panchine di Atalanta, Sassuolo e Salernitana, oltre a un posto d’eccellenza sulla panchina del Manchester City durante la gestione Mancini, ora può aggiungere un altro grande risultato a curriculum.

Subentrato alla quarta giornata di campionato, dopo una sola vittoria in quattro gare, Gregucci in quindici giornate di campionato, quelle successive, è riuscito a vincere nove volte, perdendone soltanto due. Mentre in campionato, quindi, Gregucci ha saputo fare dell’organizzazione il suo punto forte, in Coppa Italia il percorso avviatosi il 2 agosto non lasciava sicuramente presagire tale cammino. La prima gara, tra l’altro, quando ancora non c’era l’attuale tecnico dei grigi in panchina, fu contro l’Altovicentino, club dilettantistico di Marano Vicentino, di base a Valdagno per le partite: fondato nel 2014,dopo la fusione di due club, attualmente gioca in Serie D, e all’inizio del mese di agosto cadde per 2 a 0 allo stadio di Alessandria, dove poi cedette il passo anche la Juve Stabia. Stessa sorte toccò, nel girone, alla Pro Vercelli, sconfitta però in casa.

Passando attraverso i vari gradi della Coppa Italia, la situazione che fa sicuramente sorridere è il pensare che l’Alessandria fosse impegnata su tre competizioni diverse, una situazione che, per esempio, a molte squadre di Serie A non compete, come per esempio il Milan, che quest’anno di competizioni ne ha avute soltanto due. La terza, per i grigi, è stata la Coppa Italia di Lega Pro, che in alcuni casi ha anche interferito con il calendario della Coppa nazionale più importante: lì, però, il cammino s’è fermato agli ottavi di finale, ironia della sorte, contro la Cremonese, che però poi si è fermata al turno successivo, contro il Cittadella. La gara contro la società lombarda era stata rinviata a più riprese: la gara era originariamente prevista per il 16 dicembre, ma il giorno precedente i grigi andarono a battere il Genoa, costringendo la Lega Pro a rinviare tutto al 28 gennaio. Due giorni prima, però, il 26 gennaio, l’Alessandria, dopo aver battuto anche lo Spezia, nel proprio calendario trova l’andata della semifinale contro il Milan: nuovo rinvio. La gara si è poi giocata il 10 febbraio, con Magnaghi che con la sua doppietta è riuscito a eliminare la squadra allenata da Angelo Gregucci. Che nel frattempo attendeva il ritorno della semifinale, non forti del risultato dell’andata. Una favola che si è conclusa oggi, con un 5 a 0 abbastanza impietoso e che ora riporta l’Alessandria con i piedi per terra, impegnata in qualcosa di altrettanto importante, ma molto più concreto: i playoff per la Serie B, che ora distano 3 punti in campionato, competizione nella quale il passo è stato leggermente rallentato.