Scontri a Calais per lo sgombero della Giungla. Al confine greco-macedone ancora tensione

Notte di scontri in Francia. A Calais, dove sono giunti in forze decine di mezzi di polizia ed escavatori, i migranti hanno risposto lanciando pietre ed incendiando alcune baracche. La “Giungla”, da ieri sotto sgombero, ha vissuto ore 204202369-d68fc69d-5de5-4c3f-8039-8d648a178f39drammatiche, con fitte sassaiole da un lato e lancio di lacrimogeni dall’altro. L’intento delle autorità è quello di trasferire buona parte dei profughi in altre regioni del Paese, ma molti di loro, temendo di essere costretti per via di questo “tranello” a fare domanda d’asilo in Francia e di dover così rinunciare al sogno di arrivare in Gran Bretagna, hanno opposto un fermo rifiuto. Neppure l’idea di spostare parte di loro in altri container posti in un’altra zona della Giungla ha funzionato. All’assalto dei migranti hanno risposto decine di agenti in tenuta anti sommossa. La situazione, al momento, resta ancora molto tesa.

Altro scenario nel quale sta concretizzandosi tutta la drammaticità del problema è il confine greco-macedone. Le autorità di Skopje non indietreggiano di un solo passo, neppure dopo la giornata tesissima che si è avuta ieri e nella quale, in circa trecento, hanno tentato di assaltare la recinzione spinata per entrare in Macedonia. Si sono avute scene di estrema violenza, considerando anche il fatto che le condizioni di vita nel campo sorto dopo la chiusura del valico sono a dir poco estreme e che l’esasperazione sta inasprendo gli animi molto velocemente. Nessuno, al momento, sembra essere in grado di sbloccare la situazione, mentre il tempo stringe e quello di ieri sembra essere stato soltanto un avvertimento.

Giuseppe Caretta