Football Leaks rivela: “Jorge Mendes ha assoldato degli investigatori per trovarci”

Jorge-Mendes-Cristiano-RonaldoIn questi giorni è uscita un indiscrezione riguardante Jorge Medes, a quanto pare il potente agente FIFA, procuratore, tra gli altri, di Cristiano Ronaldo, avrebbe pagato 650mila euro a quelli di Football Leaks per riavere i documenti legati ai contratti dei suoi assistiti in loro possesso. Per chi non lo sapesse Football Leaks è una piattaforma on-line dove vengono rilasciati documenti segreti che dimostrano affari illeciti durante la stipula dei contratti.

La notizia del pagamento non è stata confermata da fonti ufficiali, per adesso l’unica cosa confermata è che l’agente avrebbe assoldato degli investigatori privati per trovare i redattori del sito, la notizia, è stata data dallo stesso fondatore della piattaforma anonima in un intervista concessa al quotidiano tedesco ‘Spiegel’, l’unico in grado di trovare i fuggiaschi della rete, a differenza di tutti gli investigatori privati assoldati, nell’ultimo periodo, dai vari agenti per fare cessare il flusso d’informazioni che sta sconvolgendo il mondo del pallone. Secondo quanto rilasciato da questa fonte, che per ovvi motivi vuole rimanere anonima, il motivo per cui nessuno è riuscito a trovarli è dovuto al fatto che lui ed i suoi collaboratori non rimangono più di due giorni nello stesso luogo, in seguito, il fondatore di Football Leaks spiega le ragioni del suo operato: “Per svelare così al mondo come l’azienda calcio sia diventata una gigantesca organizzazione criminale, dove nessun trasferimento avviene senza cadere nell’illegalità o quantomeno siamo al confine”.

Quando il cronista del quotidiano tedesco gli chiede se è cosciente del fatto che per quello che fanno potrebbero essere arrestati, l’ hacker risponde con spavalderia: “Se dovessimo essere arrestati, abbiamo già preso delle misure precauzionali per assicurarci che la pubblicazione dei documenti non si fermi”, aggiungendo di aver nascosto i dati, in più copie, in diverse parti del mondo, e che se dovessero essere arrestati un meccanismo pre programmato invierebbe entro 7 giorni tutti i dati a Wiki Leaks ed altri organi informativi. Ciò permetterebbe al flusso di dati di continuare a girare in rete permettendo così al mondo di venire a conoscenza degli illeciti e delle persone implicate.

Fabio Scapellato