Iraq, ditta italiana firma contratto per consolidamento diga di Mosul

La Farnesina ha confermato la firma del contratto per la ristrutturazione della diga di Mosul, in Iraq, da parte della compagnia italiana Trevi. Una firma che giunge al termine di un lungo negoziato svolto fra l’azienda e le Diga-di-Mosul-Renzi-450-militari-italiani-inviati-in-Iraqautorità di Baghdad.

Per portare a termine il progetto, che ha un valore di 273 milioni di euro, saranno però necessari alcuni passaggi preliminari tra i quali l’invio di circa 500 militari italiani che saranno incaricati di garantire la sicurezza del cantiere. E questo non soltanto per il fatto che Mosul, che dista appena 40 chilometri, sia sotto il controllo del califfato, ma per il fatto che la diga è uno dei punti strategici dell’intero Paese, essendo di fatto uno snodo fondamentale per il controllo della rete idrica di buona parte dell’Iraq e, allo stesso tempo, una terribile arma di distruzione di massa. Si è calcolato infatti che se il suo argine dovesse cedere, o essere distrutto, la quantità di acqua che si riverserebbe sul territorio avrebbe la capacità di investire qualcosa come 1,5 milioni di abitanti fino ad arrivare alla lontana Baghdad che, dal sito, dista più di 350 chilometri. Anche per questo motivo si è molto lavorato per arrivare ad un accordo e far partire, in tempi brevi, i lavori di consolidamento di cui tanto c’è bisogno. Già nel 2007 gli Stati Uniti avevano definito Mosul “la più pericolosa diga al mondo in termini di erosione interna delle fondamenta.. se si dovesse verificare anche un piccolo problema- concludeva il report- è molto probabile attendersi un cedimento”. Adesso la Trevi sarà incaricata di effettuare delle iniezioni di cemento alle fondamenta e di riparare una delle due “saracinesche” di scarico che servono per regolare il livello dell’acqua nel bacino.

Giuseppe Caretta