Mosca, la baby sitter confessa l’omicidio della bimba. Sospetta l’infermità mentale

Ha confessato il proprio delitto Gyulchekhra Bobokulova, la donna accusata dell’omicidio e della decapitazione di nanny_3586807buna bambina di 4 anni a Mosca. Stando alle sue dichiarazioni Allah le avrebbe ordinato di farlo ma, più che la matrice islamica, potrebbe essere stata determinante un qualche tipo di problematica psicologica che i giudici hanno ordinato di accertare tramite perizia psichiatrica.

Al momento, comunque, l’arresto cautelare è stato confermato sino al 29 aprile. Gli inquirenti, infatti, ritengono che una tale misura sia necessaria per impedire che la Bobokulova possa contattare eventuali mandanti o fare pressione su testimoni. La donna ha dichiarato di non opporsi alla decisione del tribunale.

La notizia dell’omicidio era rimbalzata molto velocemente sulle pagine dei quotidiani internazionali. Sgomento infatti, aveva suscitato l’immagine della sospettata mentre camminava, vestita di nero e con il capo velato, davanti all’uscita della metropolitana nella zona nord-occidentale della capitale russa stringendo fra le mani la testa mozzata della bambina cui faceva da babysitter. Nonostante ciò Dimitri Peskov, portavoce del Cremlino, ha dovuto giustificare all’opinione pubblica la scelta, seguita in un primo momento dalle autorità, di non trasmettere la notizia. Stando alle dichiarazioni fornite alla stampa la paura degli apparati di governo era che il caso potesse dare avvio a tensioni razziali e religiose, già di per sé presenti in maniera latente nella multiculturale e multiconfessionale città di Mosca.

Giuseppe Caretta