Roma – Fiorentina, quando il gol di Batistuta valse la gioia dell’Olimpico

© Archivio LaPresse 14-11-1998 Firenze, Italia Calcio Nella foto: GABRIEL BATISTUTA.

Nell’immaginario collettivo quando si pensa a Gabriel Omar Batitusta lo si pensa sempre con la maglia viola addosso, con lo sponsor 7up su sfondo bianco e il giglio sul petto. Nove anni, dal 1991 al 2000, a Firenze non si cancellano così facilmente, eppure l’attaccante di Avellaneda per due anni circa in Italia ha indossato anche la maglia della Roma, andando a conquistare uno Scudetto, nella stagione 2000/’01, regalando un dispiacere non da poco alla Fiorentina. Un dispiacere che stasera, in vista di Roma – Fiorentina, potrebbe regalare anche Mohamed Salah, l’ex di turno, un ex col dente avvelenato, ma che chiaramente non ha assolutamente lo stesso peso di Batistuta.

Batistuta con la Fiorentina aveva conosciuto anche la Serie B, e in Serie A all’Olimpico aveva colpito più volte: sette reti, tra cui due doppiette, con l’ultima segnata il 17 ottobre del 1998, vana, perché la Roma riuscì a ribaltare il risultato e a vincere contro la Fiorentina. Però i giallorossi avevano imparato a temere Batistuta, un po’ come tutte le squadre italiane: eppure in quel novembre del 2000 i tifosi romanisti esultarono, per la prima volta, per una sua rete, che coincise con le lacrime dell’attaccante. La Roma quel giorno, il 26 novembre, scende in campo con la formazione tipo, che vede nel tridente d’attacco Totti supportare Batistuta, appunto, e Delvecchio. A centrocampo ci sono Tommasi, Zanetti e Candela, mentre in difesa Zebina e Cafù difendono gli esterni, lasciando spazio ai centrali che sono Zago e Aldair; in porta c’è Lupatelli. Dall’altro lato la Fiorentina risponde con Nuno Gomes e Rui Costa in attacco, con Toldo in porta e Torricelli davanti a lui. Ad arbitrare è Cesari, di Genova, e la Roma si sta preparando ad andare a vincere lo Scudetto, quell’anno. Al 29′ Batitusta già ci prova, ma trova Toldo pronto, poi ci riprova Zanetti, e ancora Totti, ma il primo tempo finisce con le reti inviolate. Nella ripresa Capello manda in campo Montella al posto di Delvecchio, per supportare al meglio l’attaccante argentino, che a sette minuti dalla fine riceve palla da Guigou, entrato al posto di Zanetti nella ripresa, guarda rimbalzare il pallone per pochi istanti e colpisce di destro. Toldo è battuto, non può arrivarci. La Roma è avanti 1 a 0 e il risultato si stampa all’Olimpico, con la Roma che trionfa nel modo migliore per la storia. Con il gol dell’ex.

Quell’anno Batitusta fu il miglior marcatore della squadra capitolina, segnando 20 volte sotto gli occhi di Capello: i giallorossi vinsero lo Scudetto, mentre la Fiorentina si accontentò del nono posto, cambiando tre allenatori e riuscendo a vincere la Coppa Italia, ottenendo così l’accesso alla Coppa UEFA. Quest’anno, stasera in vero, toccherà a Mohamed Salah provare a emulare Batistuta: all’andata gli sono bastati appena 6 minuti per andare a segno all’Artemio Franchi, nello stadio che lo ha fatto conoscere all’Italia; al ritorno chissà, Spalletti lo aspetta, la storia anche, ma in maniera moderata. Perché altro era il valore di Gabriel Omar Batistuta.

Mario Petillo