Turchia, scontri tra le forze dell’ordine ed i manifestanti davanti la sede di Zaman

606x340_326209In Turchia, il quotidiano di opposizione Zaman  è stato posto sotto amministrazione controllata dalla corte giudiziaria, la decisione ha creato un forte malcontento tra la popolazione e centinaia di sostenitori si sono assiepati davanti alla sede del giornale per protesta al licenziamento del direttore e di alcuni giornalisti che lavoravano per la testata. La tensione, davanti la sede del giornale, ad Istanbul, era veramente alta ed è arrivata alle stelle quando le forze dell’ordine hanno disperso i protestanti a furia di lacrimogeni ed idranti. Dopo essersi fatti largo tra i contestanti i poliziotti turchi hanno abbattuto il cancello, scortato i manager nominati dalla corte e cacciato i redattori che lavoravano ad un ultimo numero della testata dopo che il direttore del giornale aveva parlato di un giorno nero per la democrazia.

Stamattina è stato comunicato il primo atto dei manager nominati dalla corte giudiziaria, ovvero, il licenziamento del direttore e di alcuni giornalisti. Come secondo atto è stato deciso di oscurare il sito web d’informazione Cihan, affiliato al giornale ed appartenente anch’esso al gruppo Feza. Le accuse al gruppo Feza sono state di collaborazione ed appartenenza allo ‘stato parallelo’: si tratta di un apparato di potere legato all‘Imam Fethullah Gulen, ricco oppositore politico del presidente Erdogan, costretto da tempo ad emigrare negli Usa.

Quello di ieri sera ai danni del gruppo Feza, a capo del quotidiano Zaman, è solo l’ultimo, in ordine di tempo, dei provvedimenti presi dal governo turco contro gli organi di stampa. Molti degli oppositori politici di Edogan nell’ultimo periodo sono stati commissariati con l’accusa di favorire il terrorismo islamico, e questi provvedimenti aumentano le preoccupazioni legate al rispetto dei diritti civili e sopratutto alla libertà d’informazione. Questi ripetuti attacchi hanno allertato anche la comunità internazionale, che si è schierata apertamente contro la politica oscurantista del presidente turco, il consiglio europeo ha, difatti, giudicato l’attacco contro Zaman come: “interferenza molto grave nella libertà dei media, che non dovrebbe avere luogo in una società democratica”.

Fabio Scapellato