Il doodle del giorno: omaggio a Georges Perec

doodleUn autore insolito, lontano dalle convenzioni della scrittura patinata, che seppe divertire e intrattenere con le sue “arguzie” un vasto pubblico di affezionati lettori. E’ allo scrittore Georges Perec che Google ha voluto dedicare il doodle del giorno. Nato a Parigi il 7 marzo del 1936, Perec avrebbe compiuto oggi 80 anni, se non fosse stato per una grave malattia ai polmoni che lo portò via il 3 marzo del 1982, alla vigilia dei suoi 46 anni. Nonostante la sua breve esistenza, l’autore è riuscito comunque a lasciare una traccia indelebile nell’esperienza narrativa del suo tempo, imponendosi come modello di ricerca avanguardista a cui molti, dopo di lui, continueranno a guardare con ammirazione.

Tra le sue opere più riuscite: “La disparition” (“La scomparsa”) scritta nel 1969, in cui lo scrittore francese si avventura nel terreno del lipogramma, eliminando completamente la lettera “e” dal testo. Da qui l’omaggio della doodler Sophie Diao che ha pensato di celebrare Perec con un’illustrazione semplice in cui la lettera finale di Google finisce per dissolversi nel nulla. Ma l’intera produzione dell’autore parigino è caratterizzata da “prodezze” del genere: dopo “La scomparsa”, Perec consegna infatti alle stampe un altro lipogramma: “Le ripetizioni” dove, per “rimediare” al torto fatto alla lettera nel precedente testo, decide di utilizzare solo la “e” in luogo di tutte le altre vocali. Quello che ne deriva è un divertente “rompicapo” letterario in cui il lettore si diverte a ricomporre la trama intessuta dallo scrittore. E merita menzione anche “9691” che – con le sue circa 5 mila lettere – altro non è se non il più lungo testo letterario palindromo mai scritto (in esso cioè i caratteri possono essere letti in entrambi i versi).

Perec fu, insomma, uno spericolato “acrobata” della scrittura, un “giocoliere” delle lettere che amò comporre e scomporre anche quando si dedicò all’ideazione di anagrammi, parole crociate e giochi di logica per alcuni settimanali francesi. Come egli stesso spiegò in un passaggio del suo “Pensare/Classificare” in cui “istituzionalizza” il suo culto per gli elenchi, le liste e le enumerazioni: “Tutti i libri che ho scritto si rifanno a quattro modi di interrogare: il primo può essere considerato di tipo sociologico e indica come guardare il quotidiano. Il secondo è di ordine autobiografico mentre il terzo ludico e rinvia al mio gusto per i contrasti, le prodezze, le gamme. Il quarto, infine, riguarda il romanzesco, il gusto per le storie e le perizie, la voglia di scrivere libri che si divorano stando comodamente a letto”.

Maria Saporito