È morto Gino Corioni: da Baggio e Guardiola a Hamsik e Toni, 22 anni di Brescia

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È morto a 78 anni Gino Corioni, presidente del Brescia per 22 anni, presidente di diversi campioni passati per la Serie A, da Pep Guardiola a Roberto Baggio. Nato a Castegnato il 9 giugno del 1937, aveva fondato nel 1962 la Saniplast, azienda che si occupa di arredamenti da bagno; appassionato di ciclismo, da giovane si era daato alle corse campestre, e si era tolto lo sfizio di condurre l’Ospitaletto tra i professionisti. Prima di vestire i panni di presidente delle Rondinelle, aveva preso le redini del Bologna nel 1985, conducendolo in Serie A e in Coppa Uefa, con Gigi Maifredi allenatore e Lajos Detari come crack.

Nel 1992 Gino Corioni diventa presidente del Brescia, arrivando in finale nell’Intertoto, nel 2001, e ottenendo cinque promozioni in Serie A (’92, ’94, ’97, 2000 e 2010) e altrettante retrocessioni. Roberto Baggio ne fu capitano, ottenendo quattro salvezze consecutive e una permanenza nel massimo campionato che va dal 2000 al 2005. Con lui anche Pep Guardiola, senza dimenticarsi di un giovanissimo Luca Toni, poi ceduto al Palermo, Gigi Di Biagio e Andrea Pirlo, anche lui prima giunto in biancazzurro del grande salto verso il calcio dei campioni. Maurizio Ganz, Dario Hubner, ma anche Marek Hamsik, che venne portato in Italia proprio dal Brescia, nella quale giocò per tre anni prima di trasferirsi al Napoli per 5,5 milioni di euro. Nel nostro Paese il presidente portò anche Johan Vonlanthen, altro talento europeo decaduto che in Italia vestì solo la maglia della sua società. Chi invece nelle Rondinelle è rimasto è Andrea Caracciolo, che in Corioni, si potrebbe dire, vedeva oramai un padre a livello professionale.

Alla gestione Corioni è, inoltre, legata una delle più celebre e iconiche scene del calcio moderno, la corsa di Carlo Mazzone sotto la curva dell’Atalanta dopo il pareggio per 3 a 3 siglato da Roberto Baggio con la maglia del Brescia. Avrebbe voluto costruire uno stadio che potesse dare alla sua squadra una nuova dimensione, ma gli ultimi anni non sono stati benevoli nei suoi confronti, arrivando anche la commissariamento del club da parte di Ubi Banca, seguito poi da altre penalizzazioni in campionato. Una trattativa lunga e annosa che ha portato il Brescia in diverse mani, fino a quelle di Rinaldo Sagramola, portavoce della fiduciaria milanese Profida che aveva risollevato le sorti delle Rondinelle. Fino alla fine Corioni ha quindi tifato per la sua squadra, per 22 anni di presidenza e oltre.

Mario Petillo