Zlatan prende la copertina ma il protagonista è Di Maria

download (3)Dopo la conclusione dei primi 4 ottavi di Champions, le copertine sono andate, giustamente, al fuoriclasse del PSG, Zlatan Ibrahimovic, da sempre considerato poco decisivo nella fase ad eliminazione diretta della massima competizione europea e da qualche tempo etichettato come un giocatore sul viale del tramonto. Ci associamo, chiaramente, agli elogi che la stampa internazionale ha fatto piovere sullo svedese, ma quello che ci preme sottolineare è l’incidenza che sulla partita tra Chelsea e PSG, ha avuto, un altro grande campione, un giocatore che spesso in carriera si è accomodato oltre i riflettori, ma che, come i più celebrati colleghi, meriterebbe gli onori della cronaca, stiamo parlando di Angel Di Maria.

Non è una novità per “El Fideo” passare in secondo piano, sin dagli esordi della carriera, nel 2007, le sue prestazioni sono state trascurate in favore di compagni di squadra considerati più importanti. Partiamo dal mondiale under 20 del 2007, la sua argentina trionfa, lui gioca tutte le partite, entra in tutte le azioni da gol, serve due assist e fa tre gol (uno più bello dell’altro) ma gli onori della cronaca vanno al compagno di squadra Sergio Aguero (capocannoniere del torneo). Dopo quel mondiale l’esterno argentino finisce al Benfica, dove, in pochissimo tempo diventa il leader offensivo e tecnico della squadra a soli 20 anni. A Lisbona Angel gioca per tre stagioni e si guadagna un posto da titolare nella nazionale argentina, le sue prestazioni, inoltre, gli valgono l’interesse del Real Madrid che lo acquista per 25 milioni di euro come sostituto del partente Arjien Robben.

La parentesi madrilena è condita da alti e bassi, gli allenatori che si avvicendano, lo schierano a fasi alterne, questo finché, sulla panchina dei Blancos, non siede Carlo Ancelotti, il tecnico italiano lo trasforma da attaccante esterno in mezz’ala sinistra e lo fa diventare una pedina imprescindibile dello scacchiere tattico. Quell’anno il Real vince la sua decima coppa campioni, Di Maria segna 11 gol ma sopratutto serve ben 26 assist, giocando un ruolo fondamentale nella vittoria della sua squadra, ma chiaramente la copertina va a Cristiano Ronaldo. Quello stesso anno si giocano i mondiali di calcio e Angel, insieme a Leo Messi, guida l’albiceleste fino alla finale, dove, però, non può giocare per un infortunio rimediato durante i quarti, non è forse un caso che la sua Argentina perde personalità ed imprevedibilità a centrocampo e stenta consegnando, così, il trofeo alla Germania. Dopo il mondiale Florentino Perez decide di venderlo, nonostante la sua grande stagione, e di sostituirlo con l’astro nascente del calcio colombiano James Rodriguez, anche qui sarà casuale ma il Real non riesce a ripetere l’exploit della stagione precedente; Angel va al Manchester United di Van Gaal ma non riesce a trovare il suo spazio negli schemi del tecnico olandese e dopo un anno decide di andare a Parigi alla corte di Laurent Blanc.

Dopo l’anno in premier, El fideo ha voglia di rilanciarsi e Blanc gli concede tutta la libertà che il suo estro merita, il risultato è una prima parte di stagione strepitosa in Francia ( dove ha messo a segno 9 reti conditi con 10 assist) ed in Europa (3 gol e 3 assist), l’argentino con prestazioni da fuoriclasse da la costante sensazione che tutto il PSG venga diretto dalle sue scelte in campo, Blanc lo coccola, ne esalta l’importanza e spera che possa aggiungere quella qualità necessaria a portare la coppa dalle grandi orecchie sotto la Tour Eiffel.

Fabio Scapellato