Siria: la città è assediata e gli abitanti formano una catena umana: “Sos”

C’è qualcosa di profondamente tragico che non smette di pungere la coscienza, nell’immagine che i cittadini di Daraya hanno deciso di divulgare per il mondo. Una foto che li ritrae allineati su di una strada sterrata, circondata da 56e1c7951e0000c60070fb4aquello che resta di edifici ormai distrutti, a formare una piccola, quanto impietosa scritta sul terreno: SOS.

Il luogo dove questa foto è stata scattata non è un atollo del pacifico, non ha a che fare con film di genere, ma viene direttamente dalla Siria devastata dalla guerra. Daraya è una delle tante cittadine assediate dalle forze governative in un continuo gioco di strategie che non risparmia neppure la più debole parte della popolazione. Perché Daraya è assediata da ormai tre anni consecutivi ed è uno di quei posti nei quali la tregua di questi giorni non ha portato né pace né ristoro. Non sono infatti giunti fin qui i camion delle Nazioni Unite che dovrebbero portare cibo e medicine alla gente resa un’ombra dalla guerra. Dopo che il 27 febbraio è scattata la tregua, a Daraya il sibilo delle bombe ha continuato a diffondersi senza sosta come sempre. Nella città abitata da ombre non c’è nessuno che possa dirsi mai al sicuro dalla morte. E così, per dimostrare di avere ancora una consistenza umana, e per far vedere al mondo di non essere ancora morti, gli abitanti di Daraya hanno formato una lunga catena umana ed hanno usato quei loro corpi per formare una voce che gridasse al mondo l’unico suono che arriva da quel mondo di mezzo in cui vivono da più di tre anni: Sos. Ma il mondo anche questa volta, forse, non si fermerà ad ascoltare.

Giuseppe Caretta