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Argentina, Diego Milito continua ad essere determinante con la sua classe

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Argentine's Racing's Milito celebrates goal against Peru's Sporting Cristal during their Copa Libertadores match in LimaLa classe, nel calcio come negli altri sport, è un dono di natura che niente può scalfire, ne gli infortuni ne l’età, una dimostrazione di ciò la possiamo trovare nel nostro campionato, dove, ci sono esempi di raro talento che, anche a tarda età, riescono a fare la differenza  a cospetto di avversari molto più giovani. Lo scorso anno abbiamo ammirato le prodezze di due grandi attaccanti come Toni ( diventato a 38 anni capocannoniere insieme al più giovane collega Icardi), Klose( cannoniere implacabile e trascinatore di una Lazio strepitosa) e la classe immensa di Francesco Totti ( ancora in grado di tirare fuori gemme di rara bellezza come il gol in Champions contro il City o quello nel derby contro la Lazio).

A questi grandissimi interpreti del calcio mondiale si può di certo accostare un grandissimo attaccante come Diego Milito(37 anni). L’argentino, che ha vissuto i momenti migliori della sua carriera proprio in Italia, è stato a lungo considerato un giocatore di seconda fascia, questo lo ha costretto in alcuni momenti a ripartire dalle serie inferiori o da squadre di secondo piano. Chiunque lo abbia visto giocare, però, prima al Genoa in B e poi al Saragoza in Liga, difficilmente non è rimasto colpito dalla sua eleganza nei movimenti o dalla capacità di riuscire a fare sempre la cosa giusta nel momento giusto. Di sicuro se ne accorse Josè Mourinho, il tecnico lusitano, infatti,  lo volle fortemente nell’estate del 2009 per farlo diventare la punta di diamante di quell’Inter che poi riuscì a vincere tutto a fine stagione. A milano, el principe, giocò per cinque stagioni, lasciando un ricordo indelebile nei cuori dei tifosi nerazzurri, fino a che i suoi acciacchi non fecero pensare che non fosse più utile alla causa.

Lasciata Milano per fare ritorno in quel Racing de Avellaneda che lo aveva lanciato nel calcio europeo, Diego non ha mai smesso di essere decisivo, in due stagioni, ha messo a segno 16 reti in 40 partite, l’ultima delle quali nel turno di campionato contro il Lanus di pochi giorni fa, una rete che ha sancito la definitiva rimonta dell‘academia’ in una partita che sembrava persa, a dimostrazione del fatto che, se sei un fuoriclasse, l’età non conta.

Fabio Scapellato

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