I campioni del Fair Play, da Di Canio a Guruceaga

gaston_guruceaga_HD-696x392Il concetto di Fair play è entrato a far parte, da diverso tempo, del mondo calcistico, molte volte, però, i giocatori ed i tifosi non sono favorevoli a rinunciare ad un vantaggio per essere corretti nei confronti dell’avversario. Negli anni, infatti, il concetto di Fair play è stato utilizzato ed abusato durante le partite, con giocatori che cominciavano a buttarsi a terra per evitare il contropiede avversario o semplicemente per perdere tempo in vista di un finale complicato. Questo ha portato la UEFA a decidere che il gioco venisse fermato solo in caso di un fischio arbitrale, evitando, così, che i furbi si approfittassero della correttezza implicita in una competizione sportiva.

Ci sono dei casi in cui dei singoli giocatori per vocazione, decidono di rinunciare al profitto proprio e della squadra per un principio di correttezza che va oltre le regole dello sport. Il caso più eclatante, quello rimasto impresso nella memoria di tutti, è stato quello di Paolo Di Canio(quando indossava la maglia del Westham): il calciatore italiano fermò il gioco, bloccando il pallone con le mani e rinunciando alla possibilità di portare in vantaggio i suoi, per soccorrere il portiere avversario rimasto infortunato durante l’azione precedente.

Per diverso tempo, non  si sono visti gesti di così grande altruismo, questo fino a qualche giorno fa durante la partita di Copa Libertadores tra Huracan e Penarol: gli argentini stavano conducendo l’incontro per 1-0, un attaccante del Huracan era rimasto a terra durante l’azione precedente, accortosi della gravità dell’infortunio, il portiere del Penarol, Guruceaga, si era disinteressato dell’azione per andare a soccorrerlo. Il suo compagno di squadra, invece, incurante delle sue condizioni ha calciato in porta segnando il gol del 2-0, successivamente annullato dall’arbitro.

Fabio Scapellato