Il ritorno dell’Imperatore: Adriano si presenta al Miami United

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È l’8 giugno del 2010: dopo due anni d’assenza dal calcio italiano, Adriano Leite Ribeiro torna in Italia per vestire la maglia della Roma. L’esordio avviene il 21 agosto dello stesso anno nella Supercoppa contro l’Inter, la squadra che per 8 anni aveva condiviso la sua storia con l’Imperatore, tra tantissimi alti e tantissimi bassi, condizionati da un finale di carriera incredibilmente confusionario e scriteriato. L’esperienza capitolina non è da meno, perché nel 2011 Adriano, grazie ai suoi sei mesi alla Roma, ottiene il Calciobidone, un ironico premio che viene assegnato al giocatore che più delude nel corso di quella stagione, che termina per lui l’8 marzo del 2011, quando la Roma risolve il suo contratto. Da lì poche altre gioie.

Nello stesso marzo Adriano si trasferisce al Corinthians, dove riceve la maglia numero 10 e dopo aver rifiutato le avances del Flamengo, dove all’epoca giocava Ronaldinho. Alla sua presentazione non si vede nemmeno un tifoso della società bianconera e al primo allenamento si rompe il tendine d’achille del piede sinistro, rimanendo fermo per ben cinque mesi. La sua esperienza dura appena un anno, perché il 13 marzo dell’anno successivo la società decide di risolvere il contratto del giocatore, ancora una volta reo di un comportamento completamente fuori dal normale. Ci riprova nel 2014 con l’Atletico Paranaense: dapprima perde l’imbarco il 24 gennaio, non presentandosi al raduno pre-campionato, poi dopo il suo debutto contro il Londrina si rende irreperibile per due giorni, perdendo due allenamenti. Nell’aprile la società risolve il suo contratto, ancora una volta.

Da quasi due anni, quindi, Adriano è fermo: all’età di 34 anni, pur essendo ancora il miglior marcatore dell’Inter in Champions League e nonostante un Palmares di grande rispetto da condividere con i nerazzurri, la sua avventura nel calcio sembra sempre più che finita. Eppure c’è chi, spinto sicuramente da motivazioni di marketing, nell’Imperatore crede ancora. Pochi giorni fa, infatti, è avvenuta la presentazione con il suo nuovo numero 10, quello del Miami United, che ha ufficializzato il suo acquisto nel gennaio scorso: «Il calcio mi mancava troppo» ha detto, posando accanto a Roberto Sacca, proprietario del club. Ripartirà dalla Npsl, la National Premier Soccer League, la quarta lega statunitense dietro la Mls, la Nasl, dove gioca il Miami FC di Nesta e Maldini, e l’Usl. Il “nuovo imperatore di Miami” avrà un contratto fino a dicembre, per 10mila dollari al mese, poi scatterà una partnership fino al 2021, che però esclude ruoli da dirigente.

Mario Petillo