Il Rosenborg cerca l’assist d’altura: il gol arriva da 74 metri

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In questi giorni il Rosenborg è sulla bocca di tutti, ma non per qualcosa di felice. È stato Arrigo Sacchi, ex allenatore del Milan e CT della nazionale italiana, a voler riesumare la cultura calcistica della squadra norvegese, paragonando la Juventus ai bianconeri di Scandinavia: nessun complimento, né per l’una né per l’altra. Intanto, però, il Rosenborg, che non ha voluto assolutamente replicare a questa sterile polemica, si diverte a modo suo, giocando a calcio in maniera più che particolare, dandosi all’epic volley.

Dopo aver conquistato campionati e coppe senza interrompere le proprie strisce positive, il Rosenborg è salito su un hotel di 74 metri d’altezza per servire un assist ai giocatori che si trovavano a terra, nello stadio. Il calcio estremo, una disciplina che sta prendendo lentamente piede nel mondo, richiede che la palla, calciata da una grande altezza, venga poi ribadita in rete di prima, senza farla toccare a terra. All’interno del Lerkendal Stadion, a Trondheim, stadio ufficiale degli incontri casalinghi del Rosenborg, si sono schierati, lo scorso 8 febbraio,  in sei, compreso il portiere, mentre quattro erano gli assist men sullo Scandic, l’hotel che ha fornito il tetto dal quale servire l’assist. Situato, tra l’altro, a 84 metri di distanza dallo stadio.

Sfidando il freddo, la pendenza, la curva della palla, la forza di gravità che ne ha aumentato il peso in fase di atterraggio e la difficoltà a raccogliere l’assist al volo, alla fine, dopo 44 assist, è arrivato il gol, con una coordinazione non perfetta, ma che comunque è servita a spingere la palla dritta oltre la linea della porta.

Mario Petillo