Germania: la destra xenofoba vince nei tre Land e minaccia la Merkel

E’ il day after, in Germania. Dopo le elezioni con le quali i cittadini tedeschi erano chiamati a rinnovare buona afd-landtagswahl-2parte dei parlamenti regionali e i governatori nei tre Land, e che hanno visto il tracollo storico dei due principali partiti di governo (il Cdu e il Spd hanno infatti subito cali ovunque), oggi è il giorno della riflessione politica. Prima di tutto c’è un dato inconfutabile e, per una parte della classe politica tedesca, allarmante: l’ascesa, senza precedenti per un partito alle prime elezioni, di Afd. Alternative fur Deutschland ha infatti guadagnato consensi sia nell’Est, cioè in Sassonia-Anhalt dove il partito di Frauke Petry ha incassato più del 23%, sia nel Baden-Wuerttenberg, dove si è piazzato terzo sfondando senza problemi il 14%. Non male, per un partito che nel 2011 neppure esisteva.

Ma più che l’effetto esteriore, di questa sconfitta, al Cdu e al Spd resta l’amara constatazione di aver toppato completamente la campagna elettorale e di non aver saputo convincere quella parte di elettorato che negli ultimi mesi ha storto il naso davanti alle politiche migratorie della Germania e della sua cancelliera Angela Merkel, oggi più in crisi che mai. Un milione di profughi accolti nel 2015 non sono affatto pochi, e il maggior pregio della formazione populista e xenofoba di Petry è forse proprio quello di aver captato questo malessere e di averne fatto un cavallo di battaglia, un po’ come sta accadendo ovunque in Europa. Per il resto non è stato sufficiente al Cdu avere l’appoggio di parte del Spd per salvarsi dal voto impietoso di ieri: tutti i candidati cristianodemocratici hanno preso le distanze dalla cancelliera, che oggi deve affrontare un difficile scenario d’alleanze: con il boom dei populisti toccherà fare coalizioni nuove e sperare di racimolare maggioranze senza coinvolgere gli euroscettici di Afd. Può essere che ciò sia ancora possibile, ma l’avvertimento, in ogni caso, è stato forte e senza attenuanti.

Giuseppe Caretta