Zimbabwe: padre e figlio italiani uccisi per errore. Scambiati per bracconieri

Due connazionali sono stati uccisi in Zimbabwe per quello che pare essere un tragico errore. Si tratta di Claudio Chiarelli, 50 anni, e di suo figlio Massimiliano, di 20. Secondo le prime ricostruzioni i due stavano partecipando download (15)ad un’operazione contro i bracconieri assieme ai rangers della riserva Mana Poo quando, non si sa bene in che modo, sono stati scambiati per i cacciatori di frodo ai quali veniva data la caccia. L’unità di crisi del ministero degli Esteri italiano, contattata dal quotidiano Repubblica, ha fatto sapere che le autorità del Paese africano hanno immediatamente avviato un’indagine per capire con precisione l’esatta dinamica della vicenda, tuttavia resta l’incredulità dinanzi ad una tragedia dai contorni ancora poco chiari.

Claudio Chiarelli risiedeva in Zimbabwe ormai da decenni e lavorava come accompagnatore per turisti nei safari. Proprio la sua profonda conoscenza del territorio e il suo stretto legame con la riserva, dove la caccia è vietata, aveva indotto le autorità locali a contattare lui e suo figlio per questa spedizione che doveva essere poco più che una semplice ricognizione. Adesso starà alla magistratura locale fare luce sulla vicenda.

Lo Zimbabwe, un tempo chiamato Rhodesia, è diventato una delle mete turistiche più gettonate dagli amanti della natura e, seppur ancora poverissimo, ha attirato sempre più turisti dalla fine dell’apartheid ad oggi, molti dei quali impegnati in vere e proprie battute di caccia ai danni della fauna locale. Recente ed emblematico a riguardo è il caso del dentista americano Walter Palmer che uccise il leone simbolo della riserva naturale di Hwange, Cecil, scatenando le proteste degli animalisti e delle popolazioni locali.

Giuseppe Caretta