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Quando il 2 a 2 in casa valse il passaggio del turno alla Juventus

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Juventus_Football_Club_1994-1995

Se c’era una statistica, che vi abbiamo riportato qualche settimana fa, sulla capacità della Juventus di arrivare in finale di Coppa Italia quando in semifinale incontrava l’Inter, non ce n’è una per la Champions League, almeno non contro il Bayer Monaco. C’è, però, un precedente da considerare per quando i bianconeri pareggiano in casa 2 a 2 e poi riescono a portare a casa il passaggio del turno, grazie al risultato in trasferta: finale non del tutto scontato, visto che l’avversario, forte dell’aver giocato in trasferta l’andata, gode dei gol in trasferta che, nell’aggregate, valgono doppio.

Era la stagione 1994/95, la Juventus aspettava in semifinale di Coppa Uefa il Borussia Dortmund: erano i bianconeri guidati da Marcello Lippi, che poi in finale sfidò il Parma di Nevio Scala, perdendo, ma schierando Vialli e Ravanelli in attacco, con Sousa e Deschamps a centrocampo insieme con Roberto Baggio. All’andata quella squadra pareggiò 2 a 2, poi al ritorno fu proprio il Divin Codino a trovare il 2 a 1 che fu decisivo per l’accesso al turno successivo. L’andata, proprio come accaduto con il Bayer, fu ugualmente propiziata da un recupero della Juventus, che riuscì a pareggiare i conti nei minuti finali nonostante il precedente svantaggio. Per i bianconeri, forti nella loro storia di appena due Champions League vinte, non vi sono state altre grandi occasioni, ma le italiane hanno saputo dare filo da torcere alle tedesche, in particolar modo al Bayer Monaco.

Fu il Milan, quello di Ancelotti, che nel 2006/07 riuscì a passare il turno nonostante il pareggio dell’andata: fu 2 a 2 all’andata, proprio come la partita che ha scatenato la nostra storia, e fu 2 a 0 al ritorno, all’Allianz Arena, con un biglietto per la semifinale in tasca. Era un Bayer diverso, che in campo aveva il mastodontico van Buyten, che segnò anche una improbabile doppietta all’andata, e che dei giocatori attuali aveva esclusivamente Philipp Lahm, l’inossidabile capitano della squadra bavarese. Quella di oggi, guidata da Pep Guardiola, è tutt’altra formazione, con ben altra caratura e un gioco completamente diverso da quello massiccio di un tempo.

Fuori dall’Italia un altro 2 a 2 che si rivelò strategicamente utile in casa fu quello del Manchester United, che nei quarti di finale della stagione 2008/09 sfidò e riuscì a battere il Porto: Tevez e Rooney, la coppia forte di Sir Alex Ferguson a quei tempi, riuscirono a portare i Red Devils sul 2 a 0, salvo poi essere raggiunti a pochi minuti dalla fine; in trasferta toccò a Cristiano Ronaldo mettere in chiaro il predominio di quella che era una squadra di – anche qui – ben altra forza e spessore. Arrivarono in semifinale, ma poi la finale vide Ferguson arrendersi al Barcellona, sul palcoscenico di Roma, all’Olimpico. Tutte storie che vedono soltanto quel Milan di Ancelotti essere arrivato trionfante al cammino finale e aver giovato di quel 2 a 2 casalingo, ma in ogni caso ogni stagione e ogni squadra fa storia a sé, pur essendo di buon auspicio quel 2 a 2 con il Borussia Dortmund.

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