Due donne coraggiose rivelano la vita delle persone sotto il regime dell’Isis

Donne_col_burqaDue donne coraggiose hanno  mostrato, in un video, quali siano le condizioni in cui sono costrette a vivere le donne sotto il regime dell‘Isis. Il video fa riferimento alla roccaforte dello Stato Islamico, Raqqa, nel nord della Siria. Queste due ragazze coraggiose hanno messo in serio pericolo la loro vita filmando con una telecamera nascosta le condizioni delle donne all’interno dello Stato Islamico, questo per mostrare, al mondo, come siano ingiuste ed opprimenti le regole di vita sotto il regime, poi tramite il quotidiano ‘Expressen Newspaper’ le hanno divulgate. Le due documentano la misura in cui le donne musulmane sono oppresse sotto le regole dell’Isis, come non siano libere di uscire da sole e come siano punite qualora dimenticassero di coprire del tutto ogni singola parte del corpo. Inoltre, questa coppia di intrepide donne ha reso pubbliche delle immagini che mostrano, alcune donne, marciare per la strada di Raqqa accanto ai combattenti dell’Isis come parte integrate di un religioso corpo di polizia.

Raqqa è la capitale(auto proclamata) dello Stato Islamico sin dal 2014, quando il gruppo terroristico ne ha preso il controllo. In un primo momento, subito dopo l’occupazione, alle donne, era permesso di vestire in maniera più progressista e di uscire in totale libertà. All’improvviso, come spiega una delle due protagoniste del reportage, la situazione cambiata drasticamente piombando di nuovo nello standard dell’estremismo islamico: ” Ogni venerdì, dopo la messa sacra, venivano ordinate alle persone delle regole nuove da applicare. Lentamente, queste regole, racconta sempre la donna, hanno portato le donne all’obbligo del burqa e del niqab fino alla reclusione in casa“. Come conseguenza di queste regole, le scuole per ragazze sono state chiuse, ed in seguito alla chiusura delle scuole femminili anche il sistema di insegnamento tradizionale è stato bandito per fare posto alla scuola dell’Isis ed allo studio della Shaaria.

Fabio Scapellato