Norvegia, il killer di Utoya entra in aula e fa il saluto nazista: “Condizioni di detenzione inumane”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:39

Si è aperto questa mattina nella palestra del carcere di Skien – a pochi chilometri da Oslo –  il processo intentato da Anders Breivik sues Norway over violating his human rightsAnders Behring Breivik, tristemente famoso come il killer di Utoya, allo Stato norvegese, da lui accusato di “condizioni inumane di detenzione, al limite della tortura psicologica.”

Sguardo gelido, espressione impassibile. Così si è presentato in aula quest’uomo che, il 22 luglio 2011, ha compiuto una vera e propria carneficina massacrando 76 persone a colpi d’arma da fuoco. Appena i poliziotti gli hanno sfilato le manette, Breivik ne ha approfittato per presentarsi al mondo che lo osserva con la sua inconfondibile fede politica, quella che ha ispirato il suo piano impietoso. Ha infatti teso il braccio e si è contratto in un lungo e surreale saluto nazista. Per questo la corte ha deciso che il processo verrà svolto a porte chiuse, in modo da poter togliere a quest’uomo qualunque possibilità di trasformare le udienze in delle tribune mediatiche per lanciare i suoi messaggi d’odio.

Breivik fu condannato a 21 anni di reclusione nel 2012, il che è il massimo della pena contemplata dal sistema penale scandinavo, prolungabili nel caso in cui venga giudicato ancora pericoloso al termine della detenzione. In realtà l’uomo, che oggi ha 37 anni, non ha mai ripudiato il suo folle proposito omicida ed anzi è stato a lungo sottoposto ad isolamento proprio perché i giudici, in virtù di questa sua conclamata fede politica, temevano potesse approfittare della socialità con gli altri detenuti per costruire una rete di adepti nazisti. Oltre a ciò, Breivik è stato posto in isolamento anche per questioni di sicurezza personale: molti sono stati infatti i detenuti che si sono dichiarati pronti ad ammazzarlo qualora si fosse presentato negli spazi comuni. Ma tutto ciò, ricordano le autorità, è ben lontano da essere un trattamento disumano, poiché formalmente riconosciuto dalla Convenzione europea sui diritti dell’uomo. L’uomo vive inoltre in uno spazio a tre stanze più servizi. Ha una stanzetta-palestra con attrezzi, l’angolo cottura e la stanza ufficio con televisione e computer senza collegamento ad internet. In realtà, secondo i media locali, Breivik non spera realmente di ottenere più comunicazioni col mondo esterno, ma ad avere ancora più lusso e a lanciare qualche messaggio ai suoi simpatizzanti, quello della galassia neonazista mondiale, per i quali egli è un eroe ed un esempio.

Giuseppe Caretta