16 Marzo 2016: si venera San Ciriaco diacono e martire

downloadIl 16 Marzo la Chiesa Cattolica venera San Ciriaco di
Roma, diacono e martire.
            

Di nobile famiglia Ciriaco, il cui vero nome era Sesto Sessio, era originario della Tuscia e per qualche tempo fu “marchese” di questa provincia.

Filosofo di professione, spogliatosi di tutti i suoi averi – che mise al servizio dei poveri e dei bisognosi -, si convertì al cristianesimo e fu Diacono della Chiesa di Roma tra il 296 e il 306, sotto Papa Marcello I.

A Roma era assai noto per il suo amore verso i bisognosi: insieme a Sissinnio, Smaragdo e Largo si dedicò all’assistenza dei cristiani perseguitati e condannati ai lavori forzati, e operò numerose conversioni e guarigioni.

Potente esorcista, la leggenda vuole che Ciriaco abbia liberato dal demonio Artemia, figlia dell’imperatore Diocleziano, che in seguito volle essere battezzata.

Si narra ancora che in Persia Ciriaco abbia compiuto una analoga guarigione con la figlia del re Sapore, Giovia.

Entrato nelle grazie di Diocleziano a Roma Ciriaco, in una casa donatagli dall’imperatore stesso, creò una fonte battesimale.

Con l’avvento di Massimiano le persecuzioni s’inasprirono e Ciriaco, insieme a Largo, Memmia, Giuliana (una delle due era probabilmente sua sposa), Crescenziano e Smaragdo furono imprigionati, torturati e decapitati il 16 Marzo 306 sulla via Salaria a Roma.

I loro corpi furono poi spostati sulla via Ostiense al VII miglio.

La maggior parte delle reliquie di San Ciriaco si trovano sotto l’altare principale della Basilica di Santa Maria in via Lata a Roma.

Parte di queste furono traslate a Torre Le Nocelle, in provincia di Avellino, l’8 agosto 1635, data che sancisce l’esordio del culto del santo come patrono di questo comune.

Attualmente le reliquie sono conservate in un busto ligneo raffigurante il Santo, esposto nel santuario a lui dedicato, meta di migliaia di pellegrini che vi giungono in adorazione invocando la liberazione dai mali fisici e spirituali.

Michela De Minico