Champions: Coman affonda la Juventus acuendo il rimpianto per l’eliminazione

esultanza-bayern-coma-e1457880139700Sono molti i motivi di rimpianto per la Juventus di Allegri dopo l’eliminazione dalla Champions, avvenuta ieri sera, ma quello che sicuramente si ripercuoterà maggiormente in futuro è la cessione in prestito biennale con diritto di riscatto del talento francese Kingsley Coman. L’esterno francese al suo ingresso in campo ha cambiato la partita con accelerazioni fulminee, dribbling, e creazione di palle gol, senza contare che è stato suo  l’assist per il gol del pareggio al 91′ e suo anche il gol del 4-2(per altro bellissimo).

Da un punto di vista economico la cessione di Coman è stata un successo per la dirigenza bianconera il francese è stato comprato appena diciottenne a parametro zero, e se il riscatto venisse esercitato dal club tedesco ci sarebbe una plus valenza di 28 milioni di euro complessivi. Qualche perplessità però nasce sulla lungimiranza della dirigenza pensando alle potenzialità di un ragazzo che compirà 20 anni il prossimo 13 giugno. Il trequartista francese nato calcisticamente nelle giovanili del PSG è da sempre considerato come uno dei talenti più fulgidi dell’intero panorama transalpino, le due stagioni in bianconero sono state caratterizzate da prestazioni altalenanti, a causa della sua giovane età ma sopratutto dal poco spazio trovato nell’undici titolare di Conte prima e Allegri poi. In un anno come questo, che per la Juventus rappresenta l’inizio di un nuovo corso, il talento di Coman sarebbe potuto risultare utile, sopratutto se si pensa che in estate sono state fatte follie per cercare di portare alla corte di Allegri un trequartista di talento come Draxler per poi ritrovarsi con un rimpiazzo inadeguato come Hernanes.

Intervistato a fine gare da Mediaset Premium Coman dice la sua sulla cessione e sulla sua crescita esponenziale negli ultimi sei mesi: “Non posso essere considerato un rimpianto ora sono del Bayern, se avessi giocato con la Juve, avrei vissuto la serata in modo completamente diversa. La mia crescita? Gioco in un paese che ha una mentalità diversa, per questo sono venuto qui”. Quello che viene da chiedersi è come si può sperare che il nostro movimento calcistico cresca, se non ci sono, ne i fondi per acquistare i giocatori migliori, ne la lungimiranza per trattenere quelli che lo diventeranno in futuro.

Fabio Scapellato