Lazio, Pioli si addossa la colpa per la stagione fallimentare

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:23

stefano-pioliSono passati due giorni dal tonfo della Lazio in Europa League che ha sancito il definitivo addio delle squadre italiane alle competizioni europee, e, adesso, è arrivato il momento di fare un punto sulla situazione. Che l’equilibrio dello spogliatoio si fosse rotto era un dubbio lecito già vedendo giocare la squadra di Pioli, la differenza tra il valore della squadra ed i risultati era già un indizio non indifferente, ma dopo la sfuriata del DS Tare nel intervallo della gara contro lo Sparta Praga l’indizio è diventato una realtà lapalissiana.

Il tecnico laziale intervistato oggi durante la conferenza stampa che precede l’incontro di domani sera contro il Milan non si nasconde e fa mea culpa: “Potevo fare un lavoro migliore, ma è stata una stagione complicata. Non mi piace, però, gettare la spugna. Ci metto la faccia e ho voglia di finire”. Da professionista serio, Pioli, non ha voluto lasciare la barca prima che affondasse, e adesso è il primo a trovarsi sul banco degli imputati. Ma le colpe di una stagione così sottotono, non possono e sopratutto non devono ricadere solo sul tecnico, la squadra non affronta le partite con la giusta concentrazione e questo potrebbe essere dovuto al aver trattenuto qualcuno che non era motivato al massimo per difendere i colori della squadra della capitale, facendo mancare quell’unione d’intenti necessaria ad affrontare una stagione. Quando ,durante la conferenza stampe gli viene chiesto se ci sono problemi di spogliatoio, Pioli, non si nasconde e lo ammette senza problemi: “A novembre abbiamo perso tante partite e qualche problemino c’è stato. Il problema non è la mancanza di coesione, l’annata è partita male, ci sono stati tanti infortuni. Ci voleva più attenzione, tante occasioni non le abbiamo sfruttate”.

La coesione, come dice lo stesso tecnico, si crea anche con i risultati, risultati che sono venuti a mancare anche per mancanza di alternative, e in questo discorso rientra l’operato della società che nelle finestre di mercato non ha puntellato a dovere una rosa che era carente numericamente, la panchina era troppo corta,infatti, per sperare di reggere tutto l’anno in più competizioni. Insomma, un insieme di fattori che hanno decretato una stagione mediocre e su cui è bene riflettere se non si vorrà ripetere questo exploit anche l’anno prossimo.

Fabio Scapellato