Il doodle del giorno: Google festeggia Alda Merini

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doodleA conquistarsi l’omaggio del motore di ricerca più cliccato del mondo è oggi la nostra Alda Merini. Nata il 21 marzo del 1931, nel giorno in cui la compianta poetessa milanese avrebbe compiuto 85 anni, Google ha scelto, infatti, di celebrarla con un doodle realizzato dall’artista Alyssa Winans. Che, con tratto deciso e affettuoso, è riuscita a consegnarci un ritratto intenso della scrittrice italiana di cui ha saputo cogliere la profondità e la grazia.

L’esordio letterario della Merini avvenne prestissimo, a soli 15 anni, sotto la guida del critico letterario, Giacinto Spagnoletti, che ne riconobbe per primo il talento artistico. Spalancando così la porta a una produzione imponente che ha dovuto, però, fare i conti con i problemi mentali della scrittrice. Non si può, infatti, parlare della poetessa Merini senza parlare della donna che, nel corso di tutta la sua vita, ha dovuto combattere contro quelle “ombre della mente” che si palesarono, per la prima volta, nel 1947, costringendola a trascorrere un mese di internamento in una clinica di Milano. E non fu che l’inizio. I continui ricoveri della Merini, che trasse dalla sua esperienza l’ispirazione per comporre molti dei suoi versi più riusciti (soffermandosi spessissimo sul tema della diversità), finirono per scandire la sua stessa esistenza. A cui la poetessa decise, però, di non rinunciare mai tanto che, dall’unione col marito Ettore Carniti, nacquero quattro figlie.

Amata e apprezzata dai suoi contemporanei (la Merini fu nominata due volte al Premio Nobel per la Letteratura e fu insignita di molti importanti riconoscimenti in Italia), la “poetessa dei Navigli” continua a incantare e convincere ancora oggi. Per la forza vibrante delle sue parole che hanno saputo raccontare le “ferite” della sua anima tormentata, senza mai cedere al facile patetismo. Come testimoniano questi versi, tratti da un’autobiografia consegnata a una giornalista, nell’autunno del 2004: “Sono nata il ventuno a primavera/ma non sapevo che nascere folle/aprire le zolle/potesse scatenar tempesta”.

Maria Saporito