Rimpatri migranti, la Grecia prende tempo: “24 ore non bastano per attuare il piano”

La Grecia chiede più tempo per attuare il programma di rimpatri messo a punto dall’Unione nell’ultimo vertice 149839976-770x513europeo. “Ancora non abbiamo idea di come attueremo il piano”, ammettono ufficiosamente da Lesbo, forse l’isola greca più colpita dall’emergenza migranti. Nessuno dei rinforzi che l’Europa aveva promesso ad Atene è ancora giunto sul posto. Si tratta di circa 2.300 interpreti, funzionari, avvocati che dovranno aiutare il paese ellenico ad uscire fuori da quest’emergenza che ha lasciato sparsi per il paese qualcosa come 48.000 rifugiati, 13mila dei quali si trovano ad Atene nella zona del porto del Pireo. Altri 7mila sono ospitati sulle isole dell’Egeo orientale e, i restanti, si trovano sparpagliati nei campi profughi allestiti nel centro e nel nord del Paese. Fra questi, il più conosciuto è quello di Idiomedi, che ne ospita ben 12 mila.

Per i rimpatri “ci vogliono più di 24 ore”, ha sottolineato  il portavoce del coordinatore del governo greco per le politiche migratorie, Giorgos Kyritsis, anche perché l’accordo tra Ue e Turchia prevede che, per ogni migrante rinviato in Turchia, un siriano già in Turchia venga ricollocato in un paese dell’Ue, e risulta difficile stabilire, alla cieca, chi debba andare indietro e chi invece debba essere spedito nel cuore dell’Europa.

Giuseppe Caretta