Bruxelles, quasi certa la presenza di un quarto uomo. Abdeslam accetta trasferimento in Francia

A poco più di 48 ore dai sanguinosi attentati che hanno colpito Bruxelles, continua senza sosta il difficile lavoro investigativo per riuscire a stabilire il numero esatto di terroristi coinvolti negli attacchi. Ciò che al momento pare 121640677-11322505-f2e6-414b-b471-35eea799e224assodato è che, oltre ai due fratelli Ibrahim e Kakid El Bakraoui, e all’artificiere del commando, Najim Laachraoui, vi fosse un quarto uomo immortalato dalle telecamere di sicurezza all’interno della metropolitana di Bruxelles dove Khalid si è fatto saltare in aria. Non si sa se sia morto nell’attentato o se invece possa essere ancora in fuga.

Ad ogni modo tutti erano noti alle forze di sicurezza belghe, come ha fermamente ribadito in questi giorni il presidente turco Erdogan. Secondo Ankara, infatti, Ibrahim El Bakraoui era stato fermato lo scorso anno al confine siriano ed espulso verso il Belgio. Secca la smentita di Bruxelles: “Non fu estradato in Belgio ma in Olanda – ha commentato il ministro della giustizia, Koen Geens – Inoltre allora non era noto per terrorismo, ma era un criminale comune in libertà condizionata.”

Quale che sia la verità dietro a queste dichiarazioni, il buco nella sicurezza che ha reso possibile gli attentati di martedì ha creato un vero e proprio terremoto politico. Il ministro dell’Interno belga, Jan Jambon, e quello della Giustizia, Koen Geens, hanno presentato le dimissioni al premier Charles Michel, che però le ha respinte. Per acquietare gli animi è stata promessa l’istituzione di una commissione d’inchiesta per verificare il mancato arresto di Ibrahim El Bakraoui.

Intanto la primula rossa Salah Abdeslam, il cui arresto ha forse accelerato i piani d’attacco del commando, ha accettato di essere trasferito in Francia e pare che ora sia interessato a tornarci “il prima possibile”, come ha dichiarato il suo avvocato, Sven Mary. “Il dossier degli attentati di martedì- ha aggiunto il legale, che continua a ricevere minacce di morte per aver deciso di assistere Abdeslam- lo riguarda solo minimamente. Il vero dossier è in Francia, è li che vuole spiegarsi, e questa è una cosa molto positiva”. Il caso è stato rinviato al 7 aprile.

Giuseppe Caretta