Il calcio piange l’eroe del De Meer: è morto Johan Crujff

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:40

Johan Cruyff

Ogni paese ha la sua storia. Ogni piccolo borgo ha la sua grande storia, che nessuno può ignorare. Betondorp, un quartiere della periferia di Amsterdam, ha la sua, ha avuto la sua, che oggi più che mai appartiene alla storia. Betondorp ha dato i natali a Johan Cruijff, che oggi è morto a Barcellona a causa di un tumore ai polmoni che non è riuscito a sconfiggere. Aveva 68 anni.

Betondorp, il villaggio di cemento, veniva attraversato fieramente dal Middenweg, che conduceva dritti allo stadio De Meer, dove lavorava la madre del giovane Johan come donna delle pulizie e che negli anni ebbe l’onore di vedere quel numero 14 dei Lancieri, dell’Ajax, trionfare in ogni dove, in ogni possibile modo e competizione. A Betondorp, anche se il De Meer non esiste più perché è stato raso al suolo, di Johan Cruijff e della sua maglia numero 14 si ricorderanno sempre. Sin da quando a 10 anni era entrato nel settore giovanile, fino all’esordio a 17 anni: percorrendo ogni giorno quei 500 metri che separavano casa sua allo stadio, tra la sofferenza causata dalla perdita del padre a 12 anni per un attacco cardiaco, alla difficile situazione economica, che andava riscattata grazie al suo talento. L’incontro con Rinus Michels è il suo riscatto, l’avvio del Calcio Totale è la sua rivincita contro tutta la vita, per mostrare a tutti quanto talento avesse in quei piedi Johan Cruijff.

Nove campionati olandesi, di cui otto con l’Ajax e uno con il Feyenoord, sei Coppe d’Olanda, 7 con l’Ajax e sempre una con il Feyenoord, un campionato spagnolo e una Coppa di Spagna, tre Coppe dei Campioni, una Supercoppa Europea, una Coppa Intercontinentale: un Ajax che vinse tutto con lui, da giocatore. Poi un Barcellona, che dopo aver goduto delle sue prestazioni da calciatore godé di Cruijff da allenatore: quattro campionati, tre supercoppe, una coppa di Spagna, una Champions League, una Supercoppa UEFA: era uno dei sei allenatori ad aver vinto la Coppa dei Campioni dopo averla vinta da giocatore, come Josep Guardiola, come Frank Rijkaard, come Carlo Ancelotti, Giovanni Trapattoni e Miguel Munoz. È stata una storia di grandi successi la sua, di grandi momenti, tra club e nazionali, con tre palloni d’oro vinti insieme a Michel Platini e Marco van Basten, prima che il Pallone diventasse della Fifa. L’IFFHS lo ha eletto secondo miglior giocatore del XX secolo dietro Pelé. Un pezzo di storia che il calcio perde nell’attualità, ma che conserverà negli annali.

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