Edilizia convenzionata

Case in edilizia convenzionata

L’edilizia convenzionata nasce all’incirca quarant’anni fa dall’esigenza di assicurare a tutti un’abitazione di proprietà e oggi si protrae come accordo tra pubblico e privato, al fine di favorire determinate esigenze di particolari classi sociali.

Le tipologie di abitazioni che rientrano nell’accordo sono quelle costruite interamente dal committente pubblico e quelle che il costruttore si impegna a realizzare a proprie spese. Ovviamente per un minimo numero di alloggi che poi rivenderà ad un prezzo inferiore, rispetto a quanto questi potrebbero essere venduti sul mercato. Infatti i Comuni possono destinare alcune delle loro aree all’edificazione di abitazioni, con determinate caratteristiche, per la vendita a prezzi calmierati, oppure destinati alla locazione a prezzi convenzionati. Il tutto però seguendo delle clausole vincolanti, che determinano il prezzo d’acquisto e quello di un’eventuale rivendita, proprio per evitare speculazioni sugli alloggi.

Nell’edilizia convenzionata, gli acquirenti che decidono di comperare un’abitazione devono però avere dei requisiti oggettivi previsti dalla normativa vigente: essere cittadini italiani, di uno stato membro della Comunità Europea, extracomunitari residenti in Italia da cinque anni con un contratto di lavoro; residenti nella provincia in cui ha sede l’abitazione; non essere titolari di proprietà, di usufrutto, uso o abitazione; non aver ottenuto altri alloggi attraverso il contributo di Enti pubblici o dello Stato; avere un reddito familiare non superiore ai limiti fissati dalla legge.

Inoltre esistono dei vincoli nell’edilizia convenzionata che impediscono per i primi cinque anni dall’assegnazione o dell’acquisto dell’abitazione di non poter vendere o affittare gli alloggi, almeno che non sussistano dei gravi problemi, che autorizzano l’Ente competente a farlo.

E’ bene però sottolineare come esistano anche altri tipi di edilizia pubblica, come quella agevolata e sovvenzionata. Nella prima è lo Stato che interviene per la costruzione degli alloggi, mettendo a disposizione dei contributi a fondo perduto e in questo caso sono le stesse imprese che si rivolgono agli enti territoriali o alle Regioni. Mentre in quella sovvenzionata sono gli enti o lo Stato che si fanno carico totalmente delle costruzioni, che vengono conosciute come conosciute come casa popolari. Praticando così alle famiglie più bisognose dei canoni di locazione bassi, in base alla situazione economica e al numero dei componenti del nucleo familiare.

Infine, è bene dire che l’edilizia convenzionata non deve essere confusa con quella libera  a prezzi convenzionati, in quanto in quest’ultima l’acquirente diventa il proprietario esclusivo dell’immobile. Il quale ha anche in questo caso degli obblighi da rispettare, come non esercitare speculazione nei venti anni successivi l’acquisto della casa, anche se il proprietario può vendere l’immobile prima della scadenza, apportando una maggiorazione. Ma questa avviene solamente nel caso siano stati  effettuati dei lavori, che hanno effettivamente portato delle migliorie.