Italia – Spagna, la storia cerca un nuovo capitolo in vista di Euro 2016

Spain's Juan Mata (2R) celebrates with Fernando Torres (C) and Pedro Rodriguez (7) after he scored the winning goal against Italy's Gianluigi Buffon (R) during their Euro 2012 final soccer match at the Olympic Stadium in Kiev, July 1, 2012.                 REUTERS/Juan Medina (UKRAINE  - Tags: SPORT SOCCER)

Italia – Spagna è una sfida classica. Forse anche più di Italia – Germania, un contrapporsi di due nazioni che ha fatto la storia passata e che oramai ha ceduto il passo alla dicotomia tra il nostro Paese e le Furie Rosse. Gli Europei del 2008, quelli del 2012, la Confederation Cup del 2013: sono queste tre le sfide che hanno contrapposto l’Italia alla Spagna, con gli azzurri che non sono mai usciti a testa altissima, facendo di quella maglia rossa, intervallata da poche strisce gialle, una vera e propria bestia nera. Stasera il revival, anche se in amichevole, riporta alla memoria tantissimi ricordi.

Il più recente, nonché il più vivido, è sicuramente quello del 2013, della Confederations Cup in Brasile, ma quello più cocente resta quello del 2012, direttamente da Kiev, dove la Spagna superò per 4 a 0 l’Italia nella finale dell’Europeo. La Roja si confermava, in quel periodo, una invincibile armata in territorio internazionale ottenendo il terzo risultato di fila dopo Euro 2008 e i Mondiali del 2010: un triplete indimenticabile, che l’Italia di Cesare Prandelli non riuscì ad arginare, nonostante la grande cavalcata che aveva portato dritto in finale gli uomini vestiti d’azzurro. Una favola che si trasformò in un incubo, per una partita completamente sbagliata, così come le pochissime occasioni avute dall’attacco, che si reggeva sulle spalle di Antonio Cassano e di Antonio Di Natale e sulla poca disponibilità della fortuna, che dopo l’infortunio di Chiellini aveva costretto anche l’Italia in dieci, con il k.o. di Thiago Motta a cambi esauriti. Un risultato spietato, con una formazione che aveva un unico interesse: dare una prova di forza.

Nel 2008, due anni dopo la vittoria al Mondiale, la maglia di Berlino venne spenta a Vienna: 120 minuti senza gol, poi si arriva ai rigori, durante i quali Buffon non può niente. Donadoni schiera il 4-3-1-2 con Pirlo e Gattuso assenti di lusso, ma con Perrotta a supportare Toni e Cassano. Dall’altro lato c’è Aragones con il suo 4-4-2. Gli azzurri ci provano più volte, con entrambi i suoi attaccanti, e riescono ad arginare gli avversari grazie a Chiellini in difesa. Tutto vano, perché poi si va ai rigori dove sbagliano De Rossi e Di Natale: i campioni del mondo escono dall’Europeo e lasciano spazio alla Spagna, che andrà a vincere la competizione, la prima delle tre di seguito. Stessa sorte toccherà cinque anni più tardi, appena un biennio fa, durante la Confederations Cup, con l’Italia che perde 7 a 6 ai rigori contro la Spagna, nella semifinale della competizione. Sbaglia solo Bonucci sui 14 tiratori, e il difensore bianconero consegna agli azzurri la possibilità di giocarsi il terzo posto con l’Uruguay: a Rio, invece, la Roja va a sfidare il Brasile, prolungando a 26 le gare senza sconfitta dopo il magnifico triplete degli anni precedenti. Stavolta, però, l’esito è diverso: finisce 3 a 0 per gli uomini di Rio, con Fred e Neymar a guidare il trionfo, il quarto dei verdeoro. La Spagna chiude il suo ciclo, che li vede anche eliminati al primo turno dei Mondiali del 2014 per le sconfitte contro Ciel e Paesi Bassi. Stasera, in un incontro amichevole, la storia cerca un nuovo capitolo di questa vicenda: gli Azzurri contro la Roja, per prepararsi a Euro 2016.