Karadzic condannato a 40 anni per genocidio nel massacro di Srebrenica

Radovan Karadzic, l’ex leader dei serbi di Bosnia, è stato oggi riconosciuto colpevole del reato di genocidio e condannato a scontare una pena di 40 anni dal tribunale penale internazionale delle Nazioni Unite all’Aja.

22serbia4-600I fatti a lui imputati riguardano uno degli episodi di genocidio più grave avvenuto in Europa dalla fine dell’Olocausto, e cioè il massacro di Srebrenica. Nel luglio del 1995, infatti, circa 8000 musulmani bosniaci-fra i quali donne e bambini- furono trucidati da unità speciali dell’esercito serbo. Questo massacro, che una sentenza del 2015 ha riconosciuto come crimine contro l’umanità, si va a sommare ad un altro crimine per il quale l’ex psichiatra serbo è stato condannato quest’oggi, e cioè l’assedio di Sarajevo. Secondo la Corte, infatti, Karadzic è responsabile anche di omicidio e persecuzione di civili quando, nei 44 mesi di assedio, morirono circa 10mila persone. Per il tribunale internazionale dell’Aja non sono state invece sufficienti le prove fornite dall’accusa per estendere il crimine di genocidio anche agli eccidi avvenuti in sette villaggi della Bosnia Erzegovina (Bratunac, Prijedor, Foca, Kljuc, Sanski Most, Vlasenica e Zvornik). Questa mancata imputazione è dovuta, secondo il collegio dei giudici, al fatto che non è del tutto certo che ci fosse l’intenzione di sterminare parzialmente o del tutto le comunità non serbe, e quindi commettere genocidio. Assieme a Karadzic sono stati giudicati colpevoli di “impresa criminale congiunta” anche Momcilo Krajisnik, Nikola Koljevic, Ratko Mladic e Biljana Plavsic. La sentenza chiude un processo durato oltre sei anni.

Giuseppe Caretta