Caso Regeni, governo egiziano gela tutti: “Fu vittima di rapina”

Dopo le notizie rivelate ieri dal quotidiano egiziano “El Watan”, oggi arriva la conferma ufficiale anche da parte del ministero dell’Interno del Cairo: Giulio Regeni è stato ucciso a causa di una rapina. Nessuna pista politica, dunque, regeni-0069-kMPI-U43170679799568QF-593x443@Corriere-Web-Sezioninessuna spiegazione riguardante la settimana di tortura alla quale il giovane ricercatore friulano è stato sottoposto fino a perdere la vita, ma una rapina andata a male alla quale Giulio avrebbe “opposto resistenza”, come ha dichiarato la madre di un dei banditi uccisi ieri durante un conflitto a fuoco con la polizia.

E a suffragio di questa tesi arriva una foto, diramata dallo stesso ministero egiziano, nella quale i documenti di Regeni – il bedge universitario di Cambridge, quello dell’American University al Cairo, il passaporto e le carte di credito – sono immortalati su di un piatto d’argento. Questi documenti sarebbero stati rinvenuti in casa di uno dei rapitori, affermano fonti della Procura generale egiziana, eppure la sensazione è che questa interpretazione lasci aperti tanti, troppi dubbi che le autorità locali avevano garantito di appianare completamente. Adesso, Palazzo Chigi segue con attenzione l’evolversi della vicenda.

Dure le critiche da parte dell’opposizione. Per Fi “la versione della banda di sequestratori non regge”, dice la Comi, mentre il deputato 5 Stelle Di Battista afferma: “Di fronte ad un governo egiziano che a distanza di mesi fornisce l’ennesima ricostruzione della morte di Giulo Regeni, il ministro Gentiloni se ne rimane in silenzio invece di pretendere verità e giustizia per quanto accaduto. Forse l’interesse del governo verso gas e petrolio è più importante di un nostro cittadino barbaramente ucciso? Gentiloni venga a fare chiarezza in parlamento, siamo stanchi dell’immobilismo del nostro governo di fronte alla totale mancanza di collaborazione da parte dell’Egitto”. Anche l’ex premier Enrico Letta prende posizione in merito alla vicenda, e con un tweet scrive: “Mi dispiace, #iononcicredo”

Giuseppe Caretta