Conor Washington come Jamie Vardy: dalla decima divisione alla Nazionale

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Jamie Vardy ha fatto storia, la sta facendo: l’attaccante del Leicester City sta portando, a suon di gol, la sua squadra in vetta alla classifica della Premier League, verso un inatteso e insperato successo da matricola, da debuttante. Un attaccante che Ranieri ha riscoperto, che ha portato al calcio che conta praticamente dal nulla: una storia che non è nuova al calcio, ma che non smette di affascinare e colpire, come quella di Conor Washington, attaccante, anche lui, del 1992 che milita nel Queens Park Ranger, nella seconda serie inglese, in Championship.

Conor fino a quattro anni fa giocava in decima divisione, al St. Ives Town, una squadra non professionistica che gli permetteva di dare calci al pallone quando viveva in Cambridgeshire, in Inghilterra: un’attività che non doveva dargli alcun beneficio né remunerazione, ma solo un passatempo quando non faceva il postino, che era il suo lavoro principale. Una bicicletta e tanta energia, tanto fiato, tanta corsa, per poter consegnare giornali e pacchi in qualsiasi condizione climatica del Regno Unito. Nella decima divisione era riuscito a fare 53 gol in 50 partite, dimostrando che il suo divertimento aveva, in ogni caso, un senso. Lo notano, quindi, al Newport, in Galles, dove va a giocare. Lo acquistano per appena 6000 euro, poi rivenderlo a 700.000 al Peterborough in terza divisione. A gennaio, poi, la chiamata di Jimmy Floyd Hasselbaink, che chiede al QPR di spendere 3,5 milioni per acquistarlo e portarlo in Championship.

Un’ascesa incredibile, sulle orme del già citato Jamie Vardy, che non è ancora finita: Conor, infatti, è stato convocato da Martin O’Neill per le sfide con Galles e Slovenia e ieri sera, nella sfida tutta del Regno Unito, è anche partito titolare, accanto a Lafferty, con il numero 24. Un tempo intero con la maglia della nazionale, indossata per la prima volta, senza la gavetta delle giovanili e, tra l’altro, nord irlandese d’adozione, oltre che novizio del posto: in Irlanda, infatti, come ha dichiarato al Belfast Telegraph, Conor non era mai andato.