Argentina: Osvaldo fa infuriare i tifosi per lo scarso impegno

daniel-osvaldo-boca_giipn0f4rvxt1oqoj9qe2pd7kCi sono calciatori il cui grande talento è sovrastato dall’ancora più grande ego, in Italia abbiamo visto come il favoloso potenziale di Mario Balotelli si sia piegato sotto l’ingombrante ombra del personaggio che si è propagata sotto la luce dei riflettori.

Di sicuro Balotelli non è stato il primo caso di talento disperso nei meandri della notorietà, è stato così( ovviamente facendo le dovute proporzioni) per un grandissimo della storia del calcio come George Best che, dopo un inizio carriera sfolgorante, si è fatto incantare dalle sirene del mondo mondano che lo vedeva come l’elemento mancante dei Beatles. Negli anni passati abbiamo assistito al disfacimento di talenti colossali come Ronaldinho, la cui carriera è finita a 26 anni, fino a quel momento la stella più luminosa del calcio mondiale, poi a 27 anni ne è iniziata un’altra da buon giocatore prima da comprimario poi. Ancora più clamoroso il tonfo di Adriano, il brasiliano dell’Inter, arrivato in Italia giovanissimo, aveva incantato tutti nei primi anni tra Fiorentina e Parma e si era consacrato con la maglia dei nerazzurri diventando uno degli attaccanti più forti al mondo, la fama e la ricchezza devono averlo scombussolato e d’un tratto da fenomeno, L’Imperatore, è diventato un giocatore sotto la media.

Questi sono gli esempi più illustri di come il mondo dello show businness legato al calcio possa rovinare gli equilibri fragili di persone che, in molti casi, provengono da realtà povere oltre ogni immaginazione. In questo catalogo di talenti rovinati o mai sbocciati si può tranquillamente ascrivere Daniel Pablo Osvaldo, il calciatore ex Fiorentina, Juve e Roma ha sempre avuto un grande talento(da giovane veniva paragonato a Batistuta), ad una fisicità importante univa tecnica, velocità d’esecuzione, estro ed un tiro potentissimo, ma, nonostante questo, non è mai riuscito a sbocciare del tutto per via di un carattere difficile ed una tendenza a vivere gli eccessi della vita mondana. Osvaldo per questo ha deciso di tornare in patria dove è stato acquistato dal Boca juniors per formare un attacco da sogno con Carlos Tevez, la tifoseria lo adorava e sognava la vittoria in Copa Libertadores, ma, in quattro mesi, lui non ha mai ricambiato la fiducia giocando poche partite, tutte sotto la sufficienza, e facendosi riconoscere per la vita esagerata fuori dal campo. I tifosi del Boca gli rimproverano lo scarso impegno e da idolo si è trasformato in capro espiatorio per una stagione iniziata male, l’idillio, insomma, è finito, come probabilmente la sua stravagante carriera.

Fabio Scapellato