Vitamina C, un’arancia al giorno leva la cataratta di torno

Vitamina C e arance per combattere e contrastare il diffuso disturbo della cataratta; è quanto promette uno studio del King’s College di Londra, secondo quanto riportato da un recente articolo pubblicato sul Sun.

 

Vitamina C
La vitamina C e la sua importanza

Che le arance siano sempre state una preziosa fonte di vitamina C non è certo un segreto; sicuramente è una delle proprietà benefiche più importanti di questi agrumi (ricchi anche di vitamina A e B, oltre che di bioflavonoidi che insieme all’effetto combinato della vitamina C rafforzano cartilagini, vasi sanguigni e tendini fragili).

 

Tuttavia, secondo il professor Chris Hammond del King’s College, la vitamina C contenuta nelle arance giocherebbe anche un ruolo importante per contrastare l’insorgere della cataratta, sopratutto in pazienti anziani.

 

Vitamina C, lo studio del King’s College

In un’intervista al Sun, il professor Chris Hammond ha dichiarato infatti che “un semplice cambiamento nell’alimentazione, con una dieta più sana che si traduce in un maggior apporto di frutta e verdura, potrebbe aiutare considerevolmente i pazienti adulti in età avanzata a contrastare e addirittura prevenire i disturbi legati alla  cataratta.”

 

Normalmente si è sempre ritenuto che gli ortaggi più indicati per rafforzare la vista degli anziani fossero le carote, ma lo studio del professor Hammond e dei suoi colleghi (condotto, nel corso di oltre dieci anni, su trecentoventiquattro coppie di gemelle ultrasessantenni) ha dimostrato che un’alimentazione più ricca di arance, e quindi di Vitamina C, ridurrebbe addirittura del 30% la possibile insorgenza della malattia nelle pazienti.

 

Tuttavia, avvertono gli studiosi del King’s College, non sarebbero solamente le arance ad arginare i disturbi visivi negli anziani, ma anche altri ortaggi ricchi di vitamina C; in particolare i peperoni rossi e verdi, le fragole, i broccoli e (a sorpresa) le patate. Tutti questi alimenti contengono dosi molto elevate di vitamina C e un loro consumo abituale favorisce quindi un rafforzamento del fluido dell’occhio.

 

Che cos’è la cataratta?

La cataratta è un disturbo visivo in cui il cristallino dell’occhio (ossia l’equivalente dell’obiettivo di una macchina fotografica, che ci consente di mettere a fuoco gli oggetti) perde progressivamente limpidezza e diventa opaco. Il termine “cataratta” deriva dal greco e significa “qualcosa che cade dall’alto”, a indicare la “cortina” opaca che cala davanti all’occhio con il procedere della malattia.

 

Questo disturbo viene comunemente trattato con un intervento chirurgico in anestesia locale, nel corso del quale il chirurgo procede alla rimozione del cristallino opaco e lo sostituisce con una lente artificiale.

 

L’insorgere di questo disturbo è più frequente nelle persone anziane; secondo il Sun, almeno un anziano su tre in Inghilterra soffrirebbe di cataratta. La cataratta può svilupparsi alternativamente in uno o in entrambi gli occhi, ma al contrario di quanto si crede, non è limitata esclusivamente alle persone anziane; infatti può essere provocata anche da un trauma violento,  da un’infiammazione dell’occhio, da un’esposizione troppo prolungata ai raggi ultravioletti, da fattori di rischio come il diabete o il fumo o addirittura congenita.

 

Nei paesi sottosviluppati e del Terzo Mondo, la cataratta è la causa più comune di cecità.

 

La vitamina C e le sue proprietà

Quando parliamo di vitamina C, in realtà, intendiamo l’acido ascorbico; un potentissimo antiossdante naturale che molti rettili, mammiferi e piante sintetizzano direttamente a partire dal glucosio. Nell’uomo, invece, questo non avviene, anzi il gluciosio ne ibisce il passaggio attraverso il plasma. Secondo Kate Yonovan-Doing, autrice del primo studio sull’importanza della vitamina C per combattere i sintomi e l’insorgenza stessa della cataratta, “il corpo umano non è in grado di produrre da sé la vitamina C, ma può solamente assorbirla tramite il cibo che mangiamo.”

 

Fra gli effetti benefici della vitamina C ricordiamo il suo ruolo cardine contro lo scorbuto, che è appunto una carenza di alimentare di acido ascorbico nell’organismo. Ma la vitamina C ritarda anche l’invecchiamento cellulare, previene l’insorgere di malattie stagionali come l’influenza e il raffreddore, facilita la guarigione di ferite, lesioni e fratture perché contribuisce alla formazione del collagene, ed è utile anche per trattare le anemie da carenza di ferro o le infezioni alle vie urinarie, in quanto consente il corretto assorbimento di sostanze nutritive come il ferro, favorendo la produzione di emoglobina e globuli rossi.
Cristina Pezzica