Caffè, due tazze contro i tumori alla prostata

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:38
Il caffé riduce il rischio di ammalarsi di tumore alla prostata
Il caffè riduce il rischio di sviluppare tumori alla prostata

“Ah, che bellu café, sulo a Napule o’ sanno fa’…” cantava Domenico Modugno, rendendo omaggio alla filosofia del cafféUna delle bevande più diffuse e apprezzate al mondo, al mattino per svegliarsi, a fine pasto o durante la giornata, anche se i medici hanno sempre messo in guardia dal farne un consumo eccessivo. Ma adesso dalle colonne del Daily Mail Reporter giunge una rivelazione; il caffé non è solo buono, ma fa anche bene alla salute, perché aiuterebbe a combattere i tumori della prostata.

Due tazze di caffé per prevenire il tumore alla prostata

La scoperta viene dai ricercatori del Tongji University Hospital di Shanghai, che hanno condotti ben tredici studi su oltre 550.000 uomini di nazionalità diverse e sono arrivati alla sorprendente conclusione che ogni due tazze di caffé al giorno ridurrebbero del 2,5 % la possibilità di sviluppare il tumore alla prostata, disturbo di cui solo nel nostro Paese soffre quasi un uomo su 16 e che afflgge il 70% degli uomini oltre gli 80 anni.

 

Secondo i ricercatori del Tongji University Hospital, infatti, alla base di queste proprietà benefiche del caffé sarebbero alcuni suoi componenti, come il cafestol e il kahweolo, che inibiscono la formazione, lo sviluppo e la crescita delle cellule tumorali.

Il caffé ci allungherà la vita?

Ma non basta. Perché un maggior consumo di caffé nei pazienti già affetti da cancro alla prostata, sosteniene sempre la ricerca condotta dal team del Tongji University Hospital, ridurrebbe addirittura del 24% il rischio di morte a causa del tumore; infatti l’effetto dei componenti del caffé non solo impedirebbe alle cellule tumorali di sviluppare pericolose metastasi ma ne rallenterebbe notevolmente l’azione.

 

Lo studio ha riscontrato inoltre che anche una minima quantità giornaliera di caffé avrebbe effetti benefici contro la possibilità di contrarre il cancro alla prostrata. Adesso il prossimo passo della ricerca sarà capire esattamente da cosa dipenda questa proprietà; le risposte più plausibili sembrano essere un effetto antinfiammatorio (il cancro alla prostrata molto spesso è causato da un’infiammazione cronica della stessa) o un calo nella produzione di insulina, visto che l’insulina favorisce il rischio di tumore.

 

Su questa strada si sta muovendo anche uno studio parallelo, condotto dall’Università di Harvard; secondo le prime stime dei ricercatori, i pazienti anziani abituati a consumare almeno sei tazze di caffé al giorno correrebbero un rischio fino al 50% inferiore di ammalarsi.

 

Del resto, il caffé non è solamente un toccasana contro i tumori della prostata, ma riduce i rischi di sviluppare il diabete e, secondo alcuni studi recenti, perfino il morbo di Parkinson.

Il caffé e la sua storia

Si dice che il caffé  sia il bene d’esportazione più importante dopo il petrolio, di sicuro la sua diffusione nel mondo non ha eguali.

 

Originario delle regioni tropicali, e in particolare dell’Etiopia,  il caffé si ottiene dalla macinatura dei semi dell’omonima famiglia di piante; le diverse varietà che si trovano in commercio altro non sono che altrettanti tipi di piante diverse. E’ il caso per sempio della coffea arabica, caratterizzata da quantitativi inferiori di caffeina e da un gusto più intenso in quanto contiene molti aromi; questa particolare varietà cresce solo in altitudine e proviene originariamente dall’altipiano dell’Etiopia.

 

Le prime piantagioni di caffé nella penisola dello Yemen risalgono probabilmente al XIV o XV secolo, mentre in Europa questa bevanda si diffonderà, inizialmente solo nei ceti più facoltosi che potevano permettersi la compravendita di un tale “bene di lusso”, a partire dal XVII secolo. Solo in tempi più recenti la sua straordinaria diffusione in Europa e nel mondo lo porterà a raggiungere le vette di popolarità di cui gode ai giorni nostri.

 

Se consumato con moderazione, il caffé ha molte proprietà benefiche sull’organismo umano; infatti è uno stimolante dell’attività neuronale del cervello, un importante tonico cardiaco e un vasocostrittore cerebrale.
Cristina Pezzica

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!