Il pesce d’Aprile di Google che fa infuriare gli utenti

Drop Mic, il pesce d'Aprile di Gmail
Drop Mic, il pesce d’Aprile di Gmail

Nell’articolo sulla tradizione del pesce d’Aprile avevamo parlato dello scherzo organizzato da Google – o Big G che dir si voglia  – e che vedeva coinvolto l’omino-cursore, Pegman. Ma il motore di ricerca più famoso del Web ha voluto andare oltre, prendendo di mira anche agli utenti del servizio di posta Gmail. Scherzo fin troppo riuscito… ma con esiti disastrosi. Insomma, come riporta il Guardian, che disastro il pesce d’Aprile di Google.

Cattivissimo Big G; il pesce d’aprile del Drop Mic

Lo scherzo ordito da Google prevedeva una nuova opzione di invio messaggi per il servizio di posta Gmail; “mic drop Gmail”,  ossia una GIF animata in cui uno dei Minions – personaggi iconici del film “Cattivissimo Me” e dei suoi seguiti – per l’occasione vestito da Regina Elisabetta, getta via con stizza il microfono.

L’animazione, che è diventata un tormentone (o “meme”) del web, deriva dall’espressione anglofona “drop the microphone”  (o per dirla alla nostrana, come Tina Cipollari di Uomini E Donne; “No, Maria, io esco!”) per indicare chi riesce ad avere l’ultima parola prima di abbandonare una conversazione. Cliccando sull’icona del minion in risposta a una conversazione Gmail già avviata con una persona o un gruppo di persone, prometteva stamattina Google, l’immagine sarebbe stata inviata in calce alla risposta. “L’ultima parola sarà comunque la vostra; anche se proveranno a rispondervi, voi non lo saprete mai.”

E giusto per affinare lo scherzo, Google ha pensato bene di far sì che l’invio dell’immagine comportasse veramente il blocco della conversazione in oggetto, impedendo di fatto di ricevere altri messaggi da parte delle varie parti in causa.

Il pesce d’Aprile funziona troppo bene e costringe Google a scusarsi

Beffa che è riuscita fin troppo bene; un gran numero di utenti ha infatto utilizzato l’opzione “mic drop Gmail” senza immaginare quali sarebbero state le conseguenze. Ecco quindi che conversazioni importanti o anche di contatti di lavoro sono stati letteralmente “congelati” dalla comomparsa del mostriciattolo giallo, inviato per scherzo o magari addirittura involontariamente. Causando così non poche incomprensioni, malintesi e veri e propri danni materiali agli utenti Gmail.

I quali, inferociti, hanno protestato con veemenza sui forum di assistenza di Big G.  Grazie a Mic Drop ho appena perso il mio lavoro“, ha tuonato un utente. “Sono un copywriter e ho mandato degli articoli al mio capo, che non mi ha mai risposto. Senza accorgermene avevo usato il tasto Mic Drop. Gli articoli necessitavano di alcune correzioni ma la mail di risposta del mio capo non mi è mai arrivata, così lei ha pensato che volessi fare il saccente e mi ha chiamato a casa, infuriata. E’ in questo modo che ho scoperto l’esistenza del vostro stupido scherzo!”

“Gli scherzi del primo d’Aprile sono divertenti, ma solo finché non danneggiano la nostra corrispondenza di lavoro”, ha concordato un altro.

E un terzo; “Disgraziatamente, alcuni miei amici molto in gamba lavorano nel team di ingegneri di Google. Be’, stamattina ero seriamente tentato di chiamarli al telefono e dirgliene di tutti i colori perché questa stupida trovata mi ha appena fatto fare una figuraccia da gran maleducato con un cliente molto importante a cui ho mandato per sbaglio quella stupidssima immagine.”

Di fronte a un tale vespaio, a Google non è rimasto che ritirare l’opzione incriminata e scusarsi pubblicamente; “Sembra che quest’anno lo scherzo ce lo siamo fatti da soli”, hanno affermato i portavoce del motore di ricerca, sostenendo che a causare “più mal di testa che risate” sarebbe stato un bug di funzionamento di Drop Mic. Di sicuro, lo scherzo del colosso del Web è destinato a passare alla storia come uno di quelli riusciti meglio… ma pensati peggio.

Cristina Pezzica