Attese infinite e violenze nel pronto soccorso: Policlinico di Bari ricorre alle crocerossine

Crocerossine per smorzare la tensione dell’attesa e calmare gli animi esagitati. E’ questa la soluzione escogitata dal Policlinico di Bari per venire incontro alla situazione complicata che si vive da qualche tempo nei corridoi del Pronto 211016221-6e5c681f-7b65-4bb3-a689-25cff6775c88Soccorso.

A fronte di un ritrovato aumento degli accessi (+5% nel 2016), e di conseguenti tempi di attesa dilatati fino al limite del sopportabile, con i parenti che vanno in escandescenza, la struttura ha deciso di fornire questo servizio nella speranza che le crocerossine possano riportare la calma li dove, spesso, si arriva alla violenza vera e propria. Non sono infatti infrequenti casi di aggressione ai danni di medici e infermieri. E così, oltre alle nuove telecamere di videosorveglianza in arrivo al Triage, sedici donne, con turni da cinque ore, sorveglieranno e leniranno le tensioni e i momenti più difficili. Come spiega una di loro: “La nostra è un’attività frutto di mesi di preparazione e di corsi di specializzazione.”

Nulla da dire anche da parte del primario, Francesco Stea, e del direttore generale del Policlinico, Vitangelo Dattoli, che hanno anzi appoggiato da subito l’iniziativa e il protocollo d’intesa firmato con la Croce Rossa. Resta però il problema di fondo, quello delle lunghissime, interminabili ore di attesa. “Colpa dei timori di chiusure dei presidi periferici –  dicono gli addetti ai lavori- ma anche delle novità in tema di appropriatezza delle prescrizioni, che portano molti pazienti ad essere dirottati dai medici di base agli specialisti.”

Intanto le uniformi delle nuove crocerossine sono già pronte.

Giuseppe Caretta