Florenzi è il simbolo della rivoluzione di Spalletti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:22

SPALLETTI-FLORENZINella giornata che ha sancito la fuga della Juventus, l’unica altra grande a sorridere è stata la Roma di Luciano Spalletti, i giallorossi hanno offerto una prova di grande spessore tecnico tattico ed hanno affossato definitivamente i cugini laziali. Che gran parte del merito di questa vittoria e dell’ultima parte di campionato della Roma sia di Spalletti in pochi possono avere dubbi, l’acquisto di El Shaarawy e Perotti ( che ieri sono stati i migliori in campo) da solo non spiega il cambio di rotta di una squadra che prima di lui faticava a segnare e sopratutto prendeva una grandissima quantità di gol.

Il grande merito dell’allenatore toscano è stato quello di sistemare uno spogliatoio spaccato a metà tra vecchia guardia e nuovi arrivati, questo è stato possibile solo tramite l’annullamento delle gerarchie esistenti. A dimostrazione di ciò, nella vittoria nel derby di ieri, per la prima volta dopo 20 anni, non ha fatto nemmeno un minuto in campo Francesco Totti, il capitano della Roma è ai margini della rosa ed in campo scendono solo quelli che sono funzionali al risultato, questo delinea il futuro della bandiera della Roma in due possibili direzioni: lontano da Roma o lontano dai campi di gioco. Insomma il tecnico toscano ha avuto il coraggio di fare quello che nessuno prima di lui si era permesso, ne Luis Enrique e Zeman prima, ne Garcia poi, ovvero ammainare una bandiera che trasmetteva i fasti del passato ma che minava la fiducia dello spogliatoio.

Sarebbe ingiusto attribuire tutte le colpe della prima parte del campionato solo al pupone, ma è lui il simbolo più eclatante di una catena di comando che all’interno dello spogliatoio aveva un peso maggiore di quello del tecnico che sedeva sulla panchina. Spalletti, dunque, ha tracciato la via per il futuro della squadra capitolina, un futuro, per l’appunto, che può e deve prescindere dalle glorie passate e che se per orgoglio patrio si vuole legare ad una figura simbolo della romanità lo può fare eleggendo ad idolo Alessandro Florenzi. Il piccolo centrocampista tuttofare ieri ha dato l’ennesima dimostrazione di talento, grinta ed adattabilità, fornendo una spinta costante sulla destra, densità al centrocampo quando ce n’era bisogno e messo la firma nel 4-1 con un tiro al volo ad alto coefficiente di difficoltà. Florenzi insomma è un gladiatore con buona tecnica e grandi capacità atletiche e di resistenza, caratteristiche che in breve tempo potrebbero renderlo un vero e proprio idolo della sua tifoseria.

Fabio Scapellato

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