Museo della Follia, al Castello Ursino le opere di Ligabue

Il Museo della Follia apre i battenti a Catana
Il Museo della Follia apre i battenti a Catania

Una grandiosa esposizione monografica di sculture, disegni e olii realizzati da Antonio Ligabue, l’artista naif vissuto ai primi del Novecento; ma anche opere originali di Pietro Ghizzardi, sculture di Cesare Inzerillo, reperti e fotografie raccolti negli ex manicomi di tutta Italia. Denominatore comune, la follia e i suoi diversi aspetti. Dal 22 Aprile al 23 Ottobre il Castello Ursino di Catania ospiterà infatti il Museo della Follia, un excursus nei meandri della psiche umana e dei suoi disturbi attraverso la vita e le opere di alcuni fra i più famosi artisti italiani che si sono dedicati a questo tema, ma anche resoconti e drammatiche testimonianze dal vivo e la proiezione di filmati divulgativi e di denuncia. A riportare la notizia è il notiziario online CataniaToday in un articolo dedicato a questo importante evento.

Le opere drammatiche e allucinate di Ligabue e Ghizzardi

Talenti visionari, allucinati e dal fervido genio creativo, che hanno testimoniato nelle loro opere una strenua lotta esistenziale senza esclusione di colpi in cerca di un’espressività pura e autentica. Sono gli artisti le cui opere verranno ospitate da Aprile a Ottobre al Museo della Follia, una coproduzione fra il Comune di Catania e il Centro Studi & Archivio Ligabue di Parma.

Voluto espressamente dal critico d’arte Vittorio Sgarbi, curatore della manifestazione, il Museo della Follia proporrà uno sguard d’insieme, a 360*, su quello che è il disagio psicologico umano. Dalle sculture di Cesare Inzerillo (a sua volta fra gli allestitori del Museo), che cattura e immobilizza per l’eternità la disperazione nelle sue figure contorte e squassate, ai capolavori più celebri del Ligabue, protagonista – insieme a Pietro Ghizzardi – di una sezione antologica che vede in esposizione ben oltre 200 opere scelte fra la sterminata produzione dei due artisti. “Ognuno di loro ha una storia, una dimensione che non si misura con la realtà, ma con il sogno”, è il commento di Vittorio Sgarbi in apertura all’evento. “E quel sogno, con piena soddisfazione, oltre ogni tormento, rappresenta.”

Insomma un’esposizione, quella del Museo della Follia, che vuole essere anche specchio dei drammi e delle contraddizioni interrori che hanno spinto artisti di ogni tempo a catturare nelle forme più diverse (dalla scultur alla pittura) i propri personali tormenti, regalandoci capolavori inarrivabili. “Uomini e donne come noi, sfortunati, umiliati, isolati. E ancora vivi nella incredula disperazione dei loro sguardi”, continua ancora Sgarbi.Condannati senza colpa, incriminati senza reati per il solo destino di essere diversi, cioè individui. (…) Determinati, liberi, folli. Ed ecco il loro museo. “

Il Museo della Follia e le testimonianze storiche

La follia portata sotto i riflettori non solo nelle sue manifestazioni artistiche, ma anche attraverso le voci e il dolore di chi quotidianamente ha dovuto affrontarla o combatterla.

Due aspetti che convivono nell’evento organizzato da Cesare Inzerillo, Stefano Morelli, Giovanni Lettini e Sara Pallavicini. E così, accanto a un’esposizione di opere d’arte di altissimo livello dedicata al Ligabue e a Pietro Ghizzardi, c’è anche la sezione documentaria che si propone di testimoniare con lucida obiettività la storia della follia in Italia.

Al Museo sarà infatti allesita una galleria di fotografie e ritratti recuperati dalle cartelle cliniche di ex-pazienti di manicomi, oltre a oggetti personali e reperti che hanno alle spalle un passato altamente drammatico e doloroso, di cui sono spesso l’ultima testimonianza tangibile. Rassegna tanto più sconvolgente se paragonata all’nteriorità dei dipinti e delle sculture artistiche, in quanto espressione diretta di un malessere profondo e delle sue ripercussioni sui singoli individui. Il Museo della Follia si propone come un’occasione di approfondimento storico, culturale, antropologico e sociale su una realtà drammatica, e le cui diramazioni sono purtroppo ancora disperatamente attuale, se pure in altri contesti e con differenti modalità.

Nel corso dell’evento saranno inoltre proiettati due esclusivi documentari tratti dagli archivi della Rai Radiotelevisione Italiana, il primo relativo alla “Legge 180” del 13 Marzo 1979 che stabilì la chiusura degli istituti psichiatrici su tutto il territorio Italiano, mentre il secondo dedicato al promulgatore della stessa, lo psichiatra Franco Basaglia, per la serie “I Grandi della Scienza”. Terzo filmato conclusivo è invece un vero e proprio video-denuncia, realizzato su richiesta del senatore Marinorealizzato dal Servizio Sanitario Nazionale e che discute e analizza la realtà degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, o O.P.G.

Un evento artistico e culturale che punta i riflettori su Catania

Una rassegna di arti, opere, voci e reperti che ha già catturato l’interesse della stampa (anche inernazionale) e che promette di avere un grande impatto mediatico anche per Catania. A fare da cornice d’eccezione all’evento è infatti il maestoso Castello Ursino, monumento nazionale risalente al XIII secolo e che già ospita il Museo Civico della città.

La manifestazione sarà aperta al pubblico dal Lunedì al Venerdì, con orario continuato dalle 10 del mattino alle 7 di sera.

Il costo del biglietto d’ingresso è di 10 euro per l’intero e 7 euro il ridotto (riservato a gruppi, anziani over 65, studenti e giornalisti accreditati), con ulteriori riduzioni per universitari e scolaresche in visita. Non pagano i bambini fino ai 5 anni mentre, per i possessori della Catania card, l’ingresso è di soli 5 euro.

Cristina Pezzica