Le rotaie giocattolo in questa foto sono della stessa dimensione!

illusione-binari-tweetMercoledì scorso, il giornalista della BBC, Mark Blank Settle, ha deciso di pubblicare sul suo profilo Twitter un video delle rotaie giocattolo di suo figlio, lo scopo di questa breve filmato era di fare interrogare i suoi follower sulla dimensione effettiva dei due componenti giocattolo, così da trovare trovare una risposta ad un dubbio che lo stava assillando. Dalla immagine, infatti, sembra evidente che una delle due rotaie è più grande dell’altra: i due pezzi di rotaia allineati l’uno sull’altro sembrano di dimensioni diverse con il pezzo di sopra molto più piccolo rispetto a quello sottostante, in realtà entrambe le rotaie sono della stessa dimensione. Lo stesso giornalista commentava il video visibilmente stupefatto da questo fenomeno visuale scrivendo:” Le rotaie giocattolo di mio figlio mi stanno facendo diventare pazzo. Cosa sta succedendo?”.

Com’è possibile? Per quale motivo due oggetti di identica misura se perfettamente allineati danno l’impressione di cambiare dimensione? Si tratta di un fenomeno visuale, un illusione ottica,  causato dalla prospettiva degli oggetti curvi la cui esistenza e spiegazione è stata trovata addirittura nel 1889 da uno psicologo statunitense, Joseph Jastrow: in realtà, i due oggetti, che sembrano perfettamente allineati geometricamente l’uno sopra l’altro, non lo sono,  per il nostro cervello il pezzo di sotto, a causa della sua struttura curva, risulta leggermente spostato sulla destra e per questo motivo sembra più lungo di quello sovrastante( è più o meno lo stesso effetto ottico che si avverte guardando dall’alto una pista d’atletica dove tutte le corsie sono di identica dimensione ma viste dall’alto sembrano più o meno grandi). Questo fenomeno ottico spiegato dallo psicologo statunitense oltre cento anni fa è stato spiegato visualmente nel 2013 grazie ad un video pubblicato su youtube, dove l’autore dimostrava l’inganno creato dal nostro cervello spostando i due oggetti e sovrapponendoli così da far capire che la dimensione è la stessa e che quello che cambia è la percezione di essa che varia in base alla prossimità all’oggetto.

Fabio Scapellato