Champions League: la caduta degli dei

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:41

110315490-96704d2b-0a3a-4c4e-8c09-0c900cc16041Cosa è successo a quella macchina perfetta che incantava il mondo degli appassionati di calcio fino ad un mese fa? La sconfitta di ieri sera in Champions, per il Barcellona è solo la conferma di un momento di crisi che è cominciato l’1 aprile quando i catalani hanno perso in casa contro il Real Madrid. Da quel momento in poi gli extraterrestri hanno smesso di sciorinare il loro calcio fatto di possesso palla e colpi di genio per trasformarsi in una squadra lenta e prevedibile, i risultati sono stati l’eliminazione dalla Champions e la riapertura della Liga che solo due settimane fa sembrava già nella bacheca dei campioni di Spagna in carica( nelle ultime 4 partite il Barcellona ha perso tre volte, riuscendo a vincere solo la partita d’andata e solo grazie all’espulsione di Fernando Torres).

Ma è possibile ricondurre questo periodo al semplice contraccolpo psicologico dovuta alla sconfitta nel clasico? sarebbe a dir poco semplicistico, alla base di questa flessione c’è un evidente calo fisico di tutta la formazione, ieri la formazione di Luis Enrique ha corso 12 km in meno dei suoi avversari, e tutti i giocatori sembrano essere incapaci di vincere qualsiasi tipo di contrasto. Ma cosa ha portato i catalani ad avere questa clamorosa flessione nel periodo cruciale della stagione, una preparazione atletica sbagliata? In realtà il calo fisico dei catalani è dovuto alla mancanza di ricambi: mentre lo scorso anno potevano contare su Xavi( a centrocampo)e su Pedro ( in attacco), i due, oltre a dare il cambio ai giocatori più stanchi, erano in grado di offrire prestazioni di grande qualità mantenendo alto il livello della rosa, quest’anno, invece, oltre all’undici titolare il tecnico asturiano non può contare su giocatori di livello( Arda Turan non si è mai integrato e El haddadi è troppo acerbo per offrire una garanzia in partite importanti).

Inoltre, alla brevità della panchina, si deve considerare l’enorme quantità di partite giocate dai blaugrana nel corso del 2016, è da inizio anno che il Barcellona gioca ogni tre giorni tra Champions, Liga e Copa del Rey (senza contare l’impegno di dicembre nel mondiale per club) il tutto senza far riposare mai i titolarissimi (per dirla alla Mazzarri). Questo dimostra che nel calcio attuale, non basta avere  tre dei giocatori più forti al mondo, ma è necessario anche avere una rosa lunga abbastanza da resistere ai ritmi forsennati del calcio moderno.

Fabio Scapellato

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