Terremoto in Giappone, la terra trema ancora
Terrremoto in Giappone, la terra trema ancora

Continuano i fenomeni sismici che negli ultimi due giorni hanno colpito l’area Sud-Ovest del Giappone, particolarmente al largo dell’isla di Kyushu; la terra non accenna a smettere di tremare, con scosse di magnitudo altissimo (dai 6 gradi in su) ed estremamente violente per via dell’epicentro, localizzato a non più di 12 chilometri. Ad accrescere i fattori di rischio, oltre ai movimenti tellurici, è anche la vicinanza del monte Aso,  un vulcano ancora attivo e altamente pericoloso che ha già eruttato un paio di volte dall’insorgere dei terremoti,  con nuvole di fumo che si sono propagate in altezza fino a 100 metri e hanno fatto salire il livello di allerta da 2 a un massimodi 5. Fra le città più colpite dai terremoti sopratutto Kumamoto, dove sono stati cancellati tutti i voli in entata e in uscita, e Mashiki, che sorge nelle immediate vicinanze del vulcano. E nel frattempo si contano le vittime; stando alle prime stime ufficiali sarebbero più di 40 i morti, e oltre duemila i feriti. 

I terremoti in Giappone, la cronaca e  una prima stima dei danni

Le prime scosse in Giappone si sono registrate fra la notte di giovedì e venerdì, provocando un gran numero di vittime fra smottamenti e frane che hanno interessato le strade, la costa e i centri abitati. Numerose, più di un centinaio, le scosse di assestamento in seguito alle quali si è verificato un altro sisma, più potente del primo e che è arrivato a oltrepassare i 7 gradi di magnitudo. L’Agenzia metereologica giapponese ha anche diramato un’allerta per il possibile rischio di tsunami causato dalle scosse di terremoto che non accennano a diminuire di intensità.

Ingenti i danni; si parla di più di duecentomila abitazioni senza elettricità, mentre sarebbero milleseicento quelle rase al suolo dalla violenza dei terremoti. Le forze di polizia e di autodifesa stanno tuttora cercando di recuperare i superstiti intrappolati sotto le macerie, e la lista delle vittime sembra destinata ad aumentare drammaticamente nelle prossime ore.  Stando alle prime dichiarazioni delle Autorità nipponiche non sarebbero invece stati riscontrati rischi per le centrali nucleari disseminate intorno all’area colpita dai terremoti, che sembrano evocare sinistramente lo spettro della tragedia di Fukushima.

Bloccati anche gli stabilimenti e le industrie di Kumamoto City e di Ozu, fra cui i principali sono quelli di Honda e Toyota, la fabbrica Panasonic di Nagomi e lo stabilimento di semiconduttori Sony a Isahaya, nella prefettura di Nagasaki.  Immediati i soccorsi, sia da parte del governo che delle compagnie elettriche e delle principali catene di retail alimentari, per ristabilire quanto prima la corrente nelle aree più colpite dal sisma e assicurare l’approvvigionamento di viveri ai sopravvissuti. E iil Giappone, ancora una volta, si prepara a reagire.

Cristina Pezzica