Spagna, il caso dell’uomo che muore sepolto nell’immondizia ( ma con 3000 amici su Facebook)

VIVIENDA-JOSE-ANGEL-Il mondo moderno vive di apparenze, la vita sociale si frammenta tra i vari social network e nasconde dentro se stessa una crescente tendenza alla solitudine. La corsa alle amicizie virtuali non è altro che un riempitivo di un senso di incompiuto che giorno dopo giorno la società crea negli individui, così, le persone più fragili spesso non si rendono conto della vanità e della vacuità di questi rapporti fittizi, quindi, si lasciano andare alla disperata ricerca di amicizia, cominciano a perdere totalmente il rapporto con la realtà, il rapporto vero con il resto dell’umanità, rimanendo completamente soli, nonostante il numero impressionante di amicizie virtuali nella rete, quando si presenta un reale bisogno d’aiuto.

Racconta proprio questo la storia di Josè Angel riportata nei giorni scorsi dal quotidiano spagnolo ‘El Pais‘. Quest’uomo nativo di Vigo è morto tra l’indifferenza e l’ignoranza dei suoi 3544 amici su Facebook: Nonostante il disarmante numero di amicizie virtuali che Josè Angel (51 anni) aveva sul famoso social network, nessuno di questi aveva la minima idea di che tipo di vita questo facesse, di dove viveva, di come si sentisse e per oltre una settimana nessuno di questi si è chiesto come mai non fosse attivo sulla rete. Dopo una settimana, una donna tra i suoi contatti si è allarmata della mancata risposta ai suoi messaggi sia su Facebook che su Whatsapp e si è decisa a chiamare la polizia, quello che è emerso dalle indagini ha dell’incredibile: l’uomo viveva in una casa sommersa dall’immondizia, l’unico modo che aveva per uscire dall’abitazione era scavalcare l’enorme catasta di rifiuti al margine dei quali si trovava il suo unico mezzo di trasporto una bicicletta anch’essa malridotta.

Quello che è ancora più allarmante è che non si tratta nemmeno del primo caso, ogni anno in Spagna muoiono diverse persone in solitudine, affetti da quella che chiamano la sindrome di Diogene( altrimenti detta sindrome dello squallore senile): le persone affette da questa malattia sono in preda ad una forte depressione che le porta a non curarsi più delle necessità basilari della vita, questi smettono di pulirsi, di mangiare, di servirsi di cure mediche e cominciano ad accumulare oggetti in maniera compulsiva ( compresa l’immondizia) perché la ritengono ancora utile, questo stile di vita li conduce chiaramente a contrarre delle malattie e successivamente alla morte. Una storia terribile che fa luce su un problema sociale che con l’andare del tempo potrebbe diventare sempre più diffuso, la sindrome di Diogene, infatti, colpisce solitamente gli anziani e la possibilità che possa diffondersi anche tra le persone più giovani è un campanello d’allarme che non bisogna sottovalutare.

Fabio Scapellato