Il doodle del giorno: omaggio allo scultore iracheno Hikmat

HikmatL’immagine che Google pone in primo piano oggi rimanda all’ultima opera realizzata dallo scultore iracheno Mohammed Ghani Hikmat e rappresenta un gruppo di uomini che rimette in piedi una colonna. Si intitola “L’Iraq sorge di nuovo” ed è forse l’omaggio più affettuoso che l’artista, scomparso nel settembre del 2011, abbia mai tributato al suo Paese. Un’opera da leggere come un auspicio alla “rinascita” che – secondo Hikmat – poteva essere agguantata solo attraverso la collaborazione di gruppi etnici diversi impegnati a “rimettere in piedi” il Paese. E a costruire un nuovo futuro. A questo straordinario scultore, che oggi avrebbe compiuto 87 anni, Google ha scelto di dedicare il doodle del giorno.

Mohammed Ghani Hikmat ha dedicato la sua intera esistenza all’arte e ha realizzato opere che sono largamente considerate tra le più rappresentative e suggestive della cultura irachena. Molte delle sue sculture hanno tratto ispirazione da “Le mille e una notte”, ma non solo. Tra le sue sculture più famose, ricordiamo la statua della regina Scheherazade e il re Shahryan e la Fontana di Kahramana che pone al centro una figura femminile intenta a riempire di acqua le anfore disposte tutte intorno a lei. Entrambe queste opere, come molte altre del resto, sono state posizionate in arterie e piazze centrali di Baghdad, a testimonianza della profonda connessione che legava l’artista alla cultura del suo Paese.

E non si può rendere pienamente omaggio a Mohammed Ghani Hikmat senza ricordare anche il suo impegno politico. Attivista oltre che artista, lo scultore che perfezionò i suoi studi all’Accademia delle Arti di Roma riuscì (nei primi anni 2000) a recuperare molte delle opere d’arte saccheggiate dal Museo Nazionale iracheno durante gli anni turbolenti che portarono alla caduta del regime di Saddam Hussein e ai disordini che ne seguirono. Testimoniando, una volta di più, il profondo amore e la devozione per un popolo e una terra “funestati” da guerre e invasioni, ma di cui riusciva già a vaticinare la ripartenza.

Maria Saporito