Leicester: In campo uno psichiatra per scongiurare la paura di vincere

foxesDopo una cavalcata magistrale, un anno in cui Ranieri ed il Leicester hanno sovvertito tutti i pronostici, siamo  finalmente arrivati al rush finale. Questa settimana va affrontata la squadra più semplice tra quelle rimaste in calendario( lo Swansea di Francesco Guidolin), ma  la sensazione è che la vicinanza al traguardo abbia causato un po’ di apprensione sui giocatori e sull’ambiente, in più,  il pareggio di domenica scorsa con il Westham e l’assenza dell’uomo immagine Vardy destano qualche preoccupazione al tecnico italiano, così  ha deciso di dare un sostegno morale ai suoi  beniamini anche uno psichiatra.

Pare che l’agitazione causata dal veder sfumare quanto di grandioso fatto in questa stagione acuito dalla suggestione che dietro l’espulsione di Jamie Vardy ci sia un complotto per impedire l’impresa alla cenerentola del campionato non faccia dormire tranquilli i calciatori. Per questo motivo oltre alle solite parole di Claudio Ranieri che invitano all’ottimismo, un grande tifoso delle foxes ha deciso di offrire il proprio sostegno professionale: si tratta di  Mark Mc Connochie, consulente psichiatrico presso il Leicestershire Partnership NHS Trust, il quale attraverso le pagine del quotidiano specialistico Leicester Mercury ha spiegato ai calciatori come bisogna ridurre lo stress durante una partita: “Lo stress è come un elastico, non lavoriamo al massimo del nostro potenziale senza la giusta dose di stress, ma cosa possiamo fare quando lo stress è eccessivo? Lo stress aumenta quando un compito ci sembra troppo difficile per le nostre possibilità o, in altre parole, quando la sfida sembra troppo grande e aumenta quando la ricompensa è maggiore di quelle cui siamo abituati. Un modo per ridurre lo stress è preoccuparsi del compito da svolgere un passo alla volta”.

Nulla di innovativo, insomma, la filosofia di Ranieri impone da sempre di pensare partita per partita, ma la vicinanza dell’obbiettivo lo rende maggiormente complicato, chissà se, dopo il sostegno professionale, ai giocatori riuscirà di concentrarsi di nuovo solo sull’impegno più ravvicinato, invece di farsi trasportare dalla illogicità del complotto e dalla paura dell’insuccesso, il primo step si chiama Swansea al resto penseranno poi.

Fabio Scapellato