Centrodestra nel caos: cosa c’è dietro la partita romana?

Meloni, Salvini, BerlusconiGiorgia Meloni e Matteo Salvini sembrano essere sempre più vicini. Mentre Silvio Berlusconi pare destinato a rimanere isolato. I tre leader del centrodestra sono impegnati, a Roma, in una partita a scacchi quanto mai delicata, fatta di capovolgimenti di fronte e presunti colpi bassi. Come andrà a finire? Al netto dei risultati elettorali – che, a  ben guardare, potrebbero interessare poco a tutti e tre – da stabilire, in questo particolarissimo passaggio politico, è quale volto avrà il centrodestra del futuro. Ciò che gli analisti più acuti hanno, infatti, letto nello psicodramma romano è l’obliqua volontà dei due giovani capi partito di approfittare della tornata amministrativa nella Capitale per recapitare un messaggio chiaro all’ex Cavaliere: fatti da parte, il tuo tempo è ormai scaduto. Ma è davvero così?

Di certo c’è che, fino a qualche settimana fa, tutti e tre (nonostante qualche malumore manifestato dal leader della Lega) avevano deciso di scommettere su Guido Bertolaso, nella corsa a Roma. Una scelta fortemente voluta da Silvio Berlusconi, che si era illuso di poter ancora tenere il “boccino” in mano. Ma qualcosa deve essere scattata nella mente dei due giovani alleati che avranno pensato di dover cambiare registro. Come? Sfilandosi dall’accordo stretto con Berlusconi e rinnegando ufficialmente il loro sostegno all’ex numero uno della Protezione Civile. Di più: Giorgia Meloni che, fino ad allora, aveva assicurato che non si sarebbe candidata a sindaco di Roma (anche perché in dolce attesa) ha ritrattato tutto. Il risultato finale? A sostenere Bertolaso (che, stando ai sondaggi, non riesce a scaldare i cuori degli elettori di centrodestra) è rimasto solo Silvio Berlusconi, mentre Matteo Salvini ha deciso di scommettere il tutto per tutto sulla candidatura dell’amica Giorgia.

Ma perché le giovani “punte d’attacco” del centrodestra hanno tradito la parola data a Berlusconi? Le ipotesi sono tante. C’è chi racconta che Meloni e Salvini abbiano compreso per tempo che Bertolaso non avrebbe avuto alcuna possibilità di vincere a Roma e abbiano tentato di dissuadere Silvio Berlusconi dal continuare a sostenerlo. E quando hanno capito che l’ex presidente del Consiglio non si sarebbe mai convinto a “cambiare cavallo”, hanno deciso di separare il loro percorso dal suo. All’origine del “voltagabbana” ci sarebbe, insomma, l’interesse di vincere la tornata elettorale a Roma e di giocarsela fino in fondo con i competitor più accreditati: Virginia Raggi, Roberto Giachetti e Alfio Marchini. Ma c’è anche l’ipotesi caldeggiata dai più “maliziosi”: quelli che, per intenderci, sostengono che tanto alla leader di Fratelli d’Italia quanto a quello del Carroccio interessi molto poco arrivare al ballottaggio. Questi “malpensanti” congetturano che le due “giovani leve” abbiano visto nella partita capitolina l’occasione ideale per rinnovare il centrodestra su scala nazionale, mandando definitivamente in pensione il “veterano”. Silvio Berlusconi sarebbe, insomma, vittima delle (legittime) ambizioni dei suoi alleati, intenzionati a ripartire senza di lui.

Maria Saporito