Weidmann: “I paesi con debito elevato? Una minaccia per l’Europa”

Il vice presidente della BCE, Jens Weidmann, è stato ospite a Roma dove ha parlato di politica monetaria europea e si è soffermato in particolare sui punti di divergenza rispetto alle politiche di Padoan, ministro dell’economia, e al debito pubblico italiano.

Weidmann nel corso dell’incontro ha soprattutto parlato di necessità di “integrazione politica” allo scopo di “rendere più robusta l’unione monetaria”, e poi ha sottolineato che l’unica soluzione possibile è quella del “rafforzamento del quadro esistente”.

weidmannIl discorso sul debito pubblico fatto da Weidmann parlava soprattutto di sostenibilità. Il vice della BCE ha ricordato per mezzo di esempi che l’indebitamento pubblico “può risultare allettante” per il singolo Paese ma si rivela “nocivo per l’Eurozona” in quanto provoca l’innalzamento dei tassi a lungo termine per i paesi europei. Ed in un periodo dove la stabilità dei tassi sembra essere una parola d’ordine, non ce lo si può certo permettere.

Il riferimento neppure troppo implicito di Weidmann è rivolto alla Grecia, ma bisogna prendere in considerazione che anche la situazione italiana non è certo illidiaca.

Unione politica, come base dell’unione economica e monetaria: è questo il pensiero di Weidmann che si basa su quello di Kohl, espresso nel corso della conferenza di Maastricht.