Belotti come Weah e Shevchenko

andrea-belotti-celebrates-his-scoring-torino-bologna-serie-a-28112015_16l6rg0n5llvn1fyq095lp5nh3Il talento di Belotti era un fatto assodato già lo scorso anno a Palermo, l’attaccante dell’under 21, infatti, aveva mostrato grandi doti tecniche e realizzative cedendo le attenzioni solo a Paulo Dybala. Queste sue prestazioni avevano attirato Ventura che lo ha voluto fortemente per il suo Toro, l’inizio stagione non proprio esaltante, però, lo aveva relegato in panchina in favore di Maxi Lopez, tutti cominciavano a pensare che fosse stato una meteora ed Urbano Cairo si era visto costretto a richiamare il figliol prodigo Ciro Immobile per dare sostanza all’attacco dei granata. Da gennaio in poi, il gallo, ha cambiato marcia, forse spinto dalla concorrenza, forse perché finalmente si è ambientato in un nuovo contesto, o semplicemente perché da un ragazzo di 22 anni ci si può attendere qualche momento di calo fisiologico.

Il 2016 di Belotti racconta di un attaccante capace di fare 11 gol e 5 assist in 18 partite, di un giocatore veloce, tecnico capace di fare giocate fuori dal comune. Da sempre grande tifoso milanista, Andrea Belotti ha le sue fonti d’ispirazione in Shevchenko e Weah, ieri proprio seguendo le orme dei suoi idoli da bambino, l’attaccante del toro, ha fatto un gol molto simile a quello che il Liberiano fece contro il Verona e che l’ucraino faceva spesso e volentieri con la maglia della Dinamo Kiev e Milan, un manifesto di grande classe che immortala il suo talento, un talento che molto presto potrebbe fare comodo alla nazionale.

Fabio Scapellato