Il doodle del giorno: omaggio al vignettista Mario Miranda

doodleSe fosse ancora vivo, il vignettista indiano Mario Miranda avrebbe oggi compiuto 90 anni. Una tappa importante, che Google ha scelto di celebrare dedicandogli il doodle del giorno. Nato a Daman il 2 maggio del 1926, il disegnatore è scomparso nel 2011, lasciando però le sue creazioni ad eternare il ricordo del suo talento e della sua bravura. Il fumettista indiano si è fatto conoscere al grande pubblico per le pubblicazioni sul Times e sulla Settimana Illustrata dell’India, ma alcuni dei suoi lavori più riusciti sono godibili in spazi pubblici presenti in tutto il Paese. Numerosi sono, infatti, i murales realizzati dall’artista in caffè, ristoranti, pub, club e mercati rionali.

La matita di Miranda si è, quasi sempre, soffermata sulla rappresentazione di paesaggi urbani particolarmente caotici. Le sue tele sono inondate da un’umanità esplosiva, fatta di personaggi che – nell’apparente caos generale – riescono, però, sempre a preservare la loro unicità. Ciò che, infatti, può essere maggiormente apprezzato di Miranda è la sua straordinaria capacità di tracciare, con puntualità, ogni singolo carattere e di inserirlo in un puzzle caleidoscopico, carico di linee e di colori. Il grande disegnatore è riuscito, in definitiva, a consegnarci affreschi divertenti e scanzonati (ma non per questo meno seri) di grandi folle che non ha mai “spersonalizzato”.

Per realizzare il doodle di oggi, il motore di ricerca più famoso del mondo ha scelto di ingaggiare un altro disegnatore comico, Aaron Renier, che ha riproposto (col suo stile) una delle rappresentazioni più famose di Mario Miranda. “Mi sono accostato al suo lavoro – ha spiegato – immaginando di disegnare insieme a lui. Ho scelto il mio stile, abbastanza lineare, ma con interazioni del suo famoso criss-crossing“.  Di più: “Quello che mi piace di più dei suoi lavori – ha aggiunto Renier – è cercare di capire (in mezzo a tutta quella folla, ndr) chi conosce chi, chi sta guardando chi, chi è infastidito da chi o chi è innamorato di chi”. In quest’ottica, i poderosi ritratti collettivi di Miranda possono essere letti come veri e propri “rompicapi”, che consegnano un’immagine spiritosa e complessa insieme della galleria umana contemporanea.

Maria Saporito