Autobus senza conducente? La Svizzera dice sì

Autobus senza conducente, a Sion (Svizzera) ti porta nel centro storico
Autobus senza conducente, a Sion (Svizzera) ti porta nel centro storico

Le vetture senza conducente sono una delle novità più in vista del futuro prossimo, e le industrie dell’auto sono già da tempo al lavoro in questa direzione. Adesso però sembra proprio che i tempi siano maturi, tant’è vero che la Svizzera starebbe apparaentemente per lanciare il primo autobus senza conducente pensato per apposta per i turisti in visita; almeno a quanto rivela un articolo sul portale TvSvizzera.it.

Svizzera, l’autobus senza conducente per le vie del centro storico

Assomiglia in tutto e per tutto a una navetta o “pullmino” per turisti tradizionali, ma è completamente privo di autista, quindi a guida automatica. E’ l’autobus che entrerà in servizio quest’estate nel centro storico del comune di Sion, in Svizzera e più esattamente nel Canton Vallese; una vettura elettrica a nove posti, silenziosa, veloce e affidabile che – come promette l’azienda AutoPostale – non sarà solamente un utile mezzo per traghettare i turisti lungo le aree pedonali più belle ed evocative del centro, ma si rivelerà utile anche per i residenti e i cittadini, ad esempio in caso di forti temporali o per chi si trovi costretto a portare sacchi  della spesa particolarmente ingrombranti, attraverso strade in salita o comunque di non facile percorribilità.

Il prototipo del nuovo autobus senza conducente era già stato testato la scorsa estate, con una flotta di navette del tutto simili alla nuova vettura e che si aggiravano, in orari prestabiliti, nell’area del campus del Politecnico di Losanna. Adesso, a distanza di un anno, è iniziato il conto alla rovescia e fervono i motori (è proprio il caso di dirlo!) in attesa della prima uscita ufficiale dell’autobus senza conducente, che – assicurano i progettisti – potrebbe presto essere adottato anche in altre città.

I motivi per salire su un autobus senza conducente

Al di là dei facili sensazionalismi che può scatenare una tecnologia di punta come il sistema di guida automatica di cui dispone l’autobus navetta di Sion, tuttavia, cos’ha di tanto speciale un autobus senza conducente? E quali sono i motivi che lo rendono un’idea di successo? A svelarcelo sono  gli stessi sviluppatori del progetto MobilityLab (che studia forme di mobilità alternativa e comprende, fra gli altri, Autopostale – l’azienda leader di trasporto pubblico in Svizzera – il Politecnico di Losanna, la Città di Sion e il Canton Vallese).

Il nuovo autobus (ma sarebbe meglio chiamarlo navetta autonoma) infatti sarà prima di tutto ecologio, perché elettrico e quindi meno non inquinante. Ma non solo; è infatti un mezzo di trasporto molto silenzioso che proprio per questa sua caratteristica si presta bene a coprire aree pedonali o centri storici.

E nonostante le dimensioni ridotte e “compatte” che gli permettono di muoversi con facilità anche in mancanza di molto spazio, al suo interno possono alloggiare tranquillamente fino a nove persone, che diventeranno ben quindici nella versione definitiva, una volta ultimata la fase di beta-test. L’autobus navetta disporrà, quindi, di undici posti a sedere e quattro in piedi, permettendo così di scarrozzare per il centro di Sion anche comitive non troppo numerose di turisti.

Per il momento il piano d’azione prevede di utilizzare l’autobus navetta senza conducente su tragitti inferiori al chilometro a una velocità che non superi i 20 km/h; a bordo, inoltre, sarà sempre presente (o quantomeno i primi tempi) un operatore pronto a intervenire in caso di necessità per mettere la vettura (e i passeggeri) in sicurezza semplicemente premendo il pulsante di arresto del veicolo. La scelta del percorso e il rispetto di tappe e orari prestabiliti sono affidate al software messo a punto dalla start-up BestMile, originaria di Losanna e che ha già riscontrato grandi successi in questo ambito; si deve proprio alla BestMile l’idea di applicare una tecnologia come quella di guida auomatica a un servizio di trasporto pubblico.

Un traghetto per turisti? Non solo…

Le navette non saranno tuttavia solo un traghetto per turisti, come sostiene Philippe Cina, coordinatore del progetto MobilityLab. “L’idea è di completare l’offerta di mobilità sopratutto nei luoghi dove il servizio pubblico non offre, al momento, soluzioni. (…)  Con le navette stradali si va da 3 a 4 volte più veloci che a piedi.”

“Se è brutto tempo”, ha continuato Cina, “ci si muove più volentieri con una navetta.” Malgrado ciò, “non vogliamo certo che la gente smetta di camminare (…) ma pensando anche all’invecchiamento della popolazione, anche gli spostamenti di poche centinaia di metri non sono sempre faciliquando si devono portare grossi carichi pesanti, ad esempio.

Di certo l’offerta turistica non va trascurata, e a questo proposito MobilityLab si propone anche un secondo obiettivo, ancor più ambizioso, che ha giocato un ruolo cardine nella scelta di Sion come punto di partenza per il nuovo servizio di navette automatiche. Queste ultime infatti potrebbero essere usate per consentire un più facile accesso al complesso storico dei Castelli di Sion, raggiungibili solo tramite una salita particolarmente ripida;  l’autobus senza conducente diventerebe insomma un vero e proprio “ascensore urbano” pensato per valorizzare le bellezze storiche del luogo.

Il servizio, inoltre, sarà gratuito, perlmoneo durante la fase di sperimentazione a Sion.

L’autobus senza conducente avrà successo?

“Chi ama la tecnologia si precipiterà a provare queste navette”, ha continuato Philippe Cina in risposta ai dubbi su un’eccessiva disumanizzazione del mezzo di trasporto (che comunque comprende comunque un inevitabile ausilio di personale tecnico). “Chi si ricorda che gli ascensori, una volta, avevano un operatore? (…) La gente si abitua in fretta alle novità e la nostra navetta autonoma non farà eccezione.”

“Serve anche personale sul campo”, chiosa Mikaël Vaivre, product manager di BestMile. “Agenti che possano intervenire in caso di problemi. Inoltre nel centro di controllo”, ossia la struttura che monitora il tragitto e l’operatività delle navette, “servono diverse figure di responsabilità (…) come accade nei sistemi del trasporto pubblico attuale.”

Veicoli e piattaforme sono pronti al varo, in attesa solo del via libera delle Autorità federali, che comunque non dovrebbe tardare. E mentre l’estate si avvicina cresce l’attesa. Servizi simili avranno fortuna anche da noi in Italia? Per il momento, non ci rimane che restare ad osservare.

Cristina Pezzica